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L’allarme

Grido disperato dei controllori dopo le aggressioni sui bus: «Preghiamo di tornare a casa incolumi»

di Mattia Vernelli
Grido disperato dei controllori dopo le aggressioni sui bus: «Preghiamo di tornare a casa incolumi»

Due verificatrici aggredite a Saliceta lunedì, un operatore malmenato a Carpi. Rendace: «Situazione al limite»

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MODENA. Quando iniziano il turno di lavoro alla mattina devono sperare che vada tutto liscio. Non è affatto scontato: gli episodi di violenza nei confronti dei controllori di Seta sono ormai all’ordine del giorno. L’ultimo quello accaduto lunedì a due operatrici di Holacheck, azienda che supporta il personale Seta nell'attività di controllo sui mezzi pubblici, vittime di un’aggressione da parte di un uomo che, senza biglietto, ha reagito sferrando schiaffi e pugni. Le due verificatrici sono poi state soccorse dal 118.

«In media due episodi al giorno»

«Un fatto gravissimo, – commenta Giuseppe Rendace, segretario della Faisa-Cisal di Modena – che però ormai è la normalità: registriamo al giorno in media 2-3 episodi di resistenza ai nostri controlli. Significa che le segnalazioni alle forze dell’ordine al mese sono tra le 60 e le 90. A volte gli episodi degenerano in violenza: la scorsa settimana, a Carpi, due colleghi sono stati aggrediti da un utente senza biglietto. Alla richiesta di esibire il titolo di viaggio, il soggetto si è ribellato: ha colpito e spintonato un controllore che, cadendo, ha riportato ferite ed è finito al Pronto soccorso».

Cosa è successo
L’episodio di violenza sulla linea 450 che collega Mirandola e Carpi è culminato con l’arrivo degli agenti del comando di polizia di Novi. Come riportato da Rendace, l’uomo di giovane età, per fuggire ai controllori, è inizialmente saltato sopra ai sedili, per poi spintonare un dipendente Seta che è caduto all’indietro e ha sbattuto la schiena e le braccia.

«Situazione in peggioramento»

«Negli ultimi anni – aggiunge Rendace – la situazione è decisamente peggiorata. Solitamente con gli utenti che oppongono resistenza si cerca la collaborazione, ma quando c’è il completo diniego e la possibilità che nasca una situazione pericolosa, si è costretti a ricorrere alle forze dell’ordine. E qui voglio spendere una parola di gratitudine nei confronti di polizia e carabinieri che, consapevoli della drastica situazione in cui ci ritroviamo, ci supportano e intervengono tempestivamente. Tuttavia, spesso non basta: siamo in balia delle aggressioni quotidiane».
Alle diverse squadre di controllori, composte da 3-4 colleghi, viene affidata una zona della provincia, per eseguire le verifiche nelle diverse linee. I dipendenti Seta, in quanto pubblici ufficiali, sono tenuti a denunciare coloro che si rifiutano di mostrare i documenti.
«Dobbiamo eseguire controlli efficaci senza interferire con il servizio di trasporto – racconta un dipendente Seta –: non possiamo fermare l’autobus ogni qualvolta che un utente si oppone alle nostre richieste. Pensavamo che la bodycam potesse tutelarci ma, se da un lato è uno strumento fondamentale per identificare gli aggressori, dall’altro notiamo che non funge da deterrente come sperato. Serve a posteriori dopo che l’aggressione è già avvenuta, ma i soggetti violenti non sono dissuasi. Neanche dalle telecamere presenti nei mezzi di trasporto. C’è massima solidarietà per le operatrici aggredite lunedì».
Le due donne sono state soccorse in via Giardini a Saliceta San Giuliano, all’altezza di via dello Zodiaco. Le telecamere di sorveglianza dell’autobus sono state messe a disposizione per le indagini, così come quelle delle bodycam indossate dalle verificatrici, per identificare l’aggressore.

La condanna di Seta
In una nota, Seta stigmatizza come «inaccettabile e ingiustificabile» l’accaduto, esprimendo una forte condanna dell’episodio e confermando «piena solidarietà alle verificatrici aggredite durante l’espletamento del proprio servizio. Un ringraziamento e analoga solidarietà vanno al passeggero intervenuto in loro difesa». L’azienda si riserva di sporgere denuncia contro ignoti per interruzione di pubblico servizio. Le donne controllori lo faranno per lesioni personali.
 

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