Biglietti più cari per i bus: Comune e sindacati in rivolta
L’attacco: «Il trasporto pubblico locale è solo un diritto che deve essere garantito con efficacia e trasparenza. Due parole che sono da tempo scomparse dal vocabolario di Seta»
MODENA. «Il trasporto pubblico locale non è solo un servizio ma un vero e proprio diritto che deve essere garantito con efficacia e trasparenza. Due parole che sono da tempo scomparse dal vocabolario di Seta, società che si è dimostrata non in grado di rispettare il piano di rilancio che pure era stato garantito ai soci pubblici e agli utenti». Così le organizzazioni sindacali confederali (Cgil Modena, Cisl Emilia Centrale e Uil Modena Reggio) e di categoria commentano l’incontro odierno con l’assessore Paolo Zanca (titolare della delega alle Società partecipate e al Lavoro), con l’assessore Giulio Guerzoni (Mobilità e Infrastrutture) e con la Presidente Seta, Elisa Valeriani. Nel corso del summit, richiesto con urgenza dai sindacati modenesi, è stato esaminato lo stato del Tpl alla vigilia della partenza del nuovo anno scolastico.
Gli esiti del tavolo
In base a quanto riferito dall’assessore Zanca, Seta non è in grado di rispettare le promesse contenute nel Piano di Rilancio presentato a 7 febbraio. Il volume delle nuove corse annunciate da Amo il 10 settembre non altera quanto già comunicato da Seta durante il recente meeting con i tre comuni soci: l’azienda non è in grado di recuperare il livello di servizio del 2023, promesso col Piano di rilancio. «Prendiamo atto da Zanca che Seta può solo arrivare a coprire il 98% del sistema di corse attivate nel 2024, l’anno orribile, segnato dai grandi tagli al servizio. Un fatto grave determinato dalla mancanza di autisti», evidenziano i sindacati.
Scenari futuri
Mancanza che Seta potrebbe attenuare in futuro, ha ipotizzato Zanca, anche ricorrendo a personale somministrato: «Uno scenario che, se confermato, consideriamo inaccettabile, pericoloso e segnato dalla completa assenza di rispetto verso gli autisti già in servizio con l’azienda, cui, fino ad ora, Seta ha offerto condizioni salariali, di inquadramento e operative insufficienti. Alla luce di queste ulteriori notizie, unitamente alla carenza cronica nella conduzione delle relazioni sindacali e istituzionali, crediamo adeguato riflettere sulla opportunità di un passo indietro da parte dell’attuale amministratore delegato di Seta».
No al caro biglietti
L’Amministrazione ha inoltre reso noto di aver raccolto l’istanza dei vertici di Tper per un aumento del costo dei biglietti e degli abbonamenti, agganciato all’inflazione. «Esprimiamo la nostra contrarietà, non è opportuno né giusto scaricare sugli utenti nuovi costi a fronte di un servizio che presenta ancora troppe criticità», evidenziano i sindacati. Allo stato attuale il Comune di Modena ha respinto al mittente la richiesta di aumento, non suffragata da alcuna analisi economica e qualitativa.
Due diligence
A proposito di analisi, le organizzazioni sindacali hanno preso favorevolmente atto della volontà del Comune di Modena di dare vita ad una due diligence sulla situazione economico-finanziaria e organizzativa di Seta come annuncia dal comune al tavolo di confronto con l’azienda. Lo screening sarà affidato ad un soggetto esterno e dalle comprovate competenze. «Un elemento importante teso a reintrodurre dati trasparenti e utili alla programmazione di investimenti sul lavoro e sul servizio che Modena sta aspettando da troppo tempo», spiegano i sindacati.
Il controllo pubblico
Infine, Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto aggiornamenti in merito alla governance di Seta, alla luce dell'ordinanza della Corte dei Conti che ha indicato ai Comuni e alle Province di Modena, Reggio e Piacenza di riprendere il controllo pubblico dell’azienda, arrivando ad esprimere la figura dell’amministratore delegato e il pieno governo delle scelte strategiche in merito a investimenti e gestione del personale. Zanca ha confermato che i tre territori hanno concordato l’insediamento di una commissione tecnica che, in tempi rapidi, dovrà proporre un patto di sindacato, nelle more di quanto indicato dalla magistratura contabile. L’intenzione di Modena è quella di adempiere in modo puntuale a quanto segnalato dalla Corte.
