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Il caso

Denuncia il marito per maltrattamenti, poi si pente e fanno pace: ora lui rischia quasi 2 anni

di Daniele Montanari
Denuncia il marito per maltrattamenti, poi si pente e fanno pace: ora lui rischia quasi 2 anni

Come previsto nei casi da Codice rosso, la querela va avanti lo stesso d’ufficio, e adesso l’uomo – che vive a San Prospero con la moglie – rischia un anno e 10 mesi di carcere

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SAN PROSPERO. Denuncia il marito per maltrattamenti in famiglia dopo l’ennesimo litigio. Ma poi si pente e ritira la querela. Che però, come previsto nei casi da Codice rosso, va avanti lo stesso d’ufficio, e ora lui rischia un anno e 10 mesi di carcere.

I litigi e la denuncia
La coppia, formata da due trentenni di origine magrebina, abita tuttora a San Prospero, dove la crisi – secondo quanto riferito dalla donna – ora si è ricomposta e vivono felici. Non così però due anni fa: nel corso del 2023 i litigi erano stati particolarmente frequenti, al punto da condurre la donna alla denuncia. Ai carabinieri aveva riferito di offese e anche di botte, e di un episodio in cui durante la lite lui teneva un coltello in mano. La difesa dell’uomo (avvocato Tullio Virgili) ha poi evidenziato che il coltello era impugnato nell’ambito di faccende domestiche, non per minacciare.

Il riavvicinamento
La denuncia comunque è stata raccolta con la celerità legata al Codice rosso, e il marito si è trovato indagato per maltrattamenti in famiglia, senza aggravanti perché la coppia non ha figli. Col passare dei mesi però la donna si è pentita della denuncia, sottolineando di averla fatta soprattutto perché spinta dai parenti. La coppia ha continuato a vivere assieme e da un anno circa ha ritrovato l’armonia, al punto che la moglie ha deciso di ritirare la querela.

Rischio processo
Pensava che il caso si sarebbe chiuso così, invece è andato avanti d’ufficio, e l’uomo rischia il processo. Il suo avvocato ieri mattina ha presentato richiesta di patteggiamento (a un anno e dieci mesi appunto), pena bassa rispetto al reato contestato alla luce del fatto che l’uomo è incensurato e che ha iniziato un corso antiviolenza. A ottobre la decisione del giudice.

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