Gazzetta di Modena

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La cerimonia

Unimore dà la laurea honoris causa alla direttrice generale dell’Unesco

di Filippo Ruffolo

	Il rettore Carlo Adolfo Porro e la direttrice generale di Unesco Audrey Azoulay 
Il rettore Carlo Adolfo Porro e la direttrice generale di Unesco Audrey Azoulay 

Audrey Azoulay ha ricevuto il riconoscimento al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo

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MODENA. Momenti di grande emozione al Teatro della Fondazione Collegio San Carlo quando il rettore di Unimore, Carlo Adolfo Porro, ha consegnato venerdì 12 settembre la Laurea Magistrale honoris causa in Giurisprudenza ad Audrey Azoulay, direttrice generale dell’Unesco. Già prima della cerimonia, nella camera dedicata alla vestizione dei professori, si respirava l’aria delle grandi occasioni, in un momento che si è dimostrato tra i più rilevanti sul piano internazionale di Unimore nei suoi 850 anni di storia.

Tale sensazione d’importanza è stata poi confermata durante la cerimonia dallo stesso rettore che, colmo d’emozione, ha espresso tutto il suo orgoglio nella concessione di questo titolo: «È un incontro che valorizza molto Unimore. L’università cresce quando vengono messe a confronto scuole diverse e quando si apre alle questioni sociali. Per questo motivo il percorso di Azoulay merita di essere premiato, sia per la sua storia personale, sia per l'impegno professionale».

Le motivazioni del riconoscimento

Audrey Azoulay, francese con origini marocchine, è stata ministra della cultura in Francia durante il secondo governo Valls del 2016 e, a partire dal 2017, ricopre il ruolo di direttrice generale dell'Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite dedicate alla cultura, all’educazione e alla scienza. Attraverso il suo impegno Azoulay sta mettendo al centro anche dell’organizzazione alcuni dei temi più delicati e che più preoccupano il futuro del pianeta come la lotta al cambiamento climatico, la diseguaglianza sociale tra uomini e donne (su cui Azoulay si espresse con toni importanti, dicendo che con il ritmo attuale il traguardo si raggiungerebbe solo tra 300 anni), i temi riguardo l’inclusione e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, su cui già vige una raccomandazione applicata ai paesi membri. Oltre questo, durante la cerimonia, Azoulay ha fatto sapere che la prossima tappa riguarda una raccomandazione sulle neurotecnolgie, campo in rapida espansione che presto avrà la necessità di essere regolato attraverso vincoli etici e giuridici. Senza dimenticare, ovviamente, il fondamentale ruolo del diritto internazionale in un tempo ricco di conflitti che interessano l'intero mondo.

«Promuoviamo la pace e l’armonia»

«L’Unesco interviene durante e dopo il periodo di guerra per promuovere il diritto della pace e l'armonia a seguito ai conflitti – ha fatto sapere la direttrice – Questo avviene attraverso gli interventi di istruzione e cultura, che hanno un ruolo fondamentale per mantenere la pace. L’esempio può essere quello di Mosul in Iraq, che è territorio di grandi differenze di vario tipo. A seguito del liberamento del territorio da Daesh, l’Unesco si è mobilitata per ricostruire i beni culturali distrutti e favorire la diversità».

Il conferimento del titolo è stato proposto dal professor Gianfrancesco Zanetti e dal professor Thomas Casadei, coordinatori del comitato promotore del Congresso nazionale della Società Italiana di Filosofia del Diritto, che si sta svolgendo a Modena in questi giorni. L’iniziativa, realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Giurisprudenza, del CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità, e della Fondazione Collegio San Carlo, che ha appena avviato le celebrazioni per i suoi 400 anni di storia, e ha portato a Modena oltre trecento studiosi provenienti da università italiane e da ventidue atenei e centri di ricerca internazionali.