Addio a Omero Cornia, fondatore della Cbm: «Era un visionario, un vero maestro»
Aveva 93 anni, pioniere del settore della componentistica meccanica per i trattori agricoli. La figlia: «Un grande imprenditore e un padre sempre presente»
MODENA. La sua è stata più di un’intuizione. Era un’idea lungimirante che avrebbe influito sulla vita di chi, la terra, deve lavorarla ogni anno per ricavarne i frutti: brevettare e industrializzare gli attacchi a tre punte, un componente meccanico per consentire l’aggancio degli attrezzi ai trattori agricoli.
Il ricordo
«All’epoca questi dispositivi non esistevano. Ogni contadino li realizzava in autonomia», racconta Monica ricordando il padre Omero Cornia, noto imprenditore scomparso da pochi giorni, il 16 settembre, a 93 anni. Nel 1967, Cornia aveva fondato a Modena insieme alla moglie Paola Bergamini la Cbm, un’azienda nata come una piccola officina di dieci persone. Già dalla scelta del nome Cbm, acronimo di Cornia-Bergamini-Modena, emerge il legame di Omero con la famiglia e con il territorio. «Mia madre teneva l’amministrazione e si occupava del personale, mentre lui ha sempre avuto una grande competenza tecnica e gestionale».
Dall’idea all’impero
La sua storia è quella di chi ha costruito un impero partendo da zero, scegliendo le giuste carte da mettere sul tavolo per raggiungere i propri obiettivi: impegno, competenze, lealtà, grande capacità imprenditoriale. L’azienda dispone di due stabilimenti produttivi in Italia, a Modena ed a Tregnago (in provincia di Verona), dove nel 1990 era stata acquisita l’impresa veronese Mita Oleodinamica. Oltre ad avere altre sedi in tutto il mondo, sia in Europa sia in Asia: nel dettaglio si trovano in Polonia, Cina ed India, esporta e vende nel Nord Europa ed in America. Nel 2013 Omero aveva ricevuto il premio Corni, un riconoscimento assegnato dall’associazione “Amici del Corni” agli ex studenti della scuola che si sono distinti per la loro carriera professionale. Dopo essersi diplomato all’istituto superiore modenese, ha svolto il suo primo impiego alla Manifattura Tabacchi. Unire le sue forze con quelle di Paola, che lavorava in ambito meccanico insieme alla famiglia, gli ha permesso di concretizzare i suoi progetti e i suoi sogni.
I valori
«Ci ha sempre insegnato l’etica del lavoro, la sobrietà, a non voler apparire, a non ostentare mai», racconta la figlia Monica, che, insieme al fratello Enrico, ha preso in mano le redini della Cbm. «È stato visionario, ma anche un patriarca familiare, un papà presente nei momenti importanti della vita nonostante gli impegni lavorativi e un nonno meraviglioso». Ieri mattina, in occasione del funerale, le panche della chiesa parrocchiale di Sant’Agnese sono state occupate anche da impiegati, fornitori, ex dipendenti ormai in pensione ed alcuni dirigenti delle sedi produttive. “È stato il mio maestro”. “Era una persona molto corretta”. Non sono mancate parole di sentito cordoglio che hanno fatto rivivere la figura di Cornia anche durante le visite alla camera ardente. Non frasi fatte, ma testimonianze di tutti coloro che in lui hanno trovato un punto di riferimento. Di una intera città che gli hanno riconosciuto il merito per la grande carriera e umanità.
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