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Il caso

La Regione contro le veglie anti-aborto: insorge l’associazione Pro Vita

di Mattia Vernell
La Regione contro le veglie anti-aborto: insorge l’associazione Pro Vita

Le associazioni hanno fatto sapere che continueranno le iniziative nell’area del Policlinico

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MODENA. È scontro per le “veglie anti-aborto”. L’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ha infatti approvato una risoluzione presentata da Avs e M5S per «tutelare la salute e la dignità delle donne, in cui chiediamo di fermare le manifestazioni anti-abortiste davanti a consultori e ospedali».

La decisione della Regione

Il documento impegna la Giunta a sollecitare Governo e Parlamento affinché siano introdotte “zone di accesso sicuro” intorno alle strutture sanitarie, sul modello delle migliori pratiche internazionali, per garantire un ambiente libero da pressioni e intimidazioni. Una risoluzione, spiega Avs, che non ha l’obbiettivo «di vietare manifestazioni, ma di spostarle di qualche metro. Al tempo stesso, non chiediamo di limitare momenti di preghiera, bensì manifestazioni politiche: lo dimostrano i cartelli esposti contro la legge 194 e i messaggi violenti e colpevolizzanti rivolti alle donne. L’obiettivo della risoluzione è uno solo: proteggere chi si reca nei luoghi di cura in un momento delicato, nel rispetto del diritto alla salute e alla autodeterminazione delle donne. La difesa della legge 194 passa anche dalla tutela dei luoghi di cura, che devono essere spazi sicuri, dove operano professionisti della salute, non tribune politiche in cui imporre ideologie e colpevolizzazioni», conclude Avs.

La protesta dell’associazione

La reazione dell’associazioni Pro Vita & Famiglia non si è fatta attendere, annunciando «che gli eventi e le veglie per sensibilizzare le coscienze dei cittadini sull’ingiustizia dell’aborto proseguiranno nonostante i tentativi di censura e repressione promossi dalla Regione Emilia Romagna, che ha approvato una risoluzione per creare “zone” vietate a chi difende la vita nei pressi di ospedali e cliniche. «Più volte ho partecipato io stesso a veglie di questo tipo - afferma Francesco Perboni, referente di Pro Vita in Emilia Romagna - una preghiera di testimonianza silenziosa, preziosa e totalmente inoffensiva, radicata nella libertà di espressione e religiosa, un'ultima mano tesa verso la donna che sta per compiere un gesto irreversibile, un filo spirituale di speranza e di amore per onorare e difendere queste piccole vite, che per la nostra società sono rifiuti da scartare. L'unica scelta valida per la Regione sembra essere quella della morte». Anche Maria Sole Martucci di 40 Days for Life di Modena afferma: «La preoccupazione che le veglie di preghiera davanti ai luoghi di cura possano turbare qualcuno da parte dell'Assemblea legislativa la dice lunga sul tipo di solitudine in cui vengono lasciate le donne quando devono prendere la decisione di abortire. La nostra preghiera silenziosa e non polemica ha lo scopo di risvegliare le coscienze su un solo tema: le mamme vanno aiutate a portare avanti la loro gravidanza».

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