Degrado alla stazione piccola, i residenti: «Di notte svegliati dalle risse»
Finestrini distrutti, bivacchi e violenza sono all’ordine del giorno
MODENA. «Quando cammino la sera nei pressi della stazione accelero il passo. Mi sento osservata dai soggetti che si aggirano nel parcheggio, ho paura di incrociarne uno. Alcuni giorni fa è scoppiata una rissa, mi sono svegliata dalle urla».
Federica Secli vive in via Gobetti: la finestra del suo appartamento si affaccia proprio sull’ex Stazione piccola. Ci racconta che «negli ultimi anni la situazione è peggiorata. Ho smesso di parcheggiare qui, – confida – perché ho una figlia piccola e non voglio rischiare. Inoltre, alcune settimane fa, mi hanno rovinato la macchina tirando una bottiglia di vetro. È troppo pericoloso».
«Serve un maggiore presidio»
Una rete rossa separa i lavori in corso dai posti auto nei quali decine di cittadini si riversano già di prima mattina. All’imbrunire, però, il parcheggio lentamente si svuota, e quella recinzione è attraversata da diversi soggetti. «Escono dalla casa abbandonata accanto al cantiere – continua Secli – che hanno occupato e passano la notte nel parcheggio. Poco prima dell’estate hanno distrutto il camper di una mia vicina di casa. L’hanno aperto alla ricerca di oggetti di valore, sfasciandolo completamente. Poi, non so bene per quale motivo, è scoppiata una rissa. Anche in quel caso ho sentito le urla e mi sono affacciata alla finestra. Non ho distinto i volti, ma spesso vedo dei ragazzi anche giovani incontrarsi qui e fare schiamazzi. Temo che sia diventata una piazza di spaccio, un punto di riferimento per i gruppi del quartiere».
Le porte dell’edificio abbandonato in questione sono state chiuse con dei catenacci. Alcune finestre, però, sono state rotte per creare un passaggio. I segni di recenti bivacchi sono evidenti: nel “cortile” della casa ci sono bottiglie di birra, cartacce di cibo di vario tipo, taniche vuote, mozziconi di sigarette. «A mio figlio, che vive qui, raccomando sempre di non parcheggiare alla stazione. Ci ha raccontato – spiega Attilio Ore, papà di un residente – che recentemente qualcuno è stato picchiato da un branco. Non si sa cosa sia successo, ma sono episodi che capitano spesso. Ed è un vero peccato, perché questa è una bella zona, a due passi dal centro e abitata da tante famiglie. Basterebbe un maggiore presidio da parte delle forze dell’ordine. Servirebbe un controllo periodico dell’area, per fermare questi soggetti che creano degrado e percezione di pericolo. Anche le telecamere potrebbero fungere da deterrente. Credo che quando sorgerà il “polo scientifico” la situazione cambierà».
Tra riqualificazione e rifiuti
Il progetto in piazza Manzoni, nel comparto della stazione, prevede proprio il recupero dell’edificio e l’insediamento della sede didattica e istituzionale della fondazione Its Maker. Stando al crono-programma, il cantiere dovrebbe concludersi entro fine anno. L’area sarà rigenerata a favore di funzioni urbane integrate (residenza, verde pubblico, formazione, mobilità). Nel comparto potranno essere soddisfatte eventuali ulteriori richieste di laboratori specialistici e di residenza studentesca. Una vera e propria rivoluzione dell’area, che però al momento deve sottostare al degrado dilagante. L’anno scorso aveva fatto un certo clamore l’auto carbonizzata che era stata ritrovata una mattina dai cittadini lungo via Gobetti. Il mezzo aveva sostato lì per diverse settimane, tra lo sconcerto generale.
C’è poi anche un altro tema che da anni imperversa nella zona: quello dei rifiuti abbandonati costantemente che, come detto, contribuiscono al degrado generale. «Io abito qui, in via Vedriani, da 70 anni. Modena, così, non l’avevo mai vista. È irriconoscibile. Come donna non mi sento protetta: parcheggiare alla stazione piccola è pericoloso, è il covo di degrado e criminalità. Non sono a conoscenza di episodi particolari, ma la percezione della sicurezza in questa zona influenza la vita dei residenti, che sono terrorizzati a passare in stazione di notte».
Pietro Monti è uno studente, lo incontriamo in via Gobetti. «Per andare in università a Ingegneria sono costretto a passare quotidianamente dalla stazione. Che la situazione sia peggiorata negli ultimi anni è sotto gli occhi di tutti. I vicini mi hanno raccontato diversi episodi di criminalità accaduti nelle scorse settimane».
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