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Via Gallucci “silenziata”: i vicini protestano, i vigili spengono la musica blues

di Gabriele Farina

	Il concerto della band davanti al Griffin's
Il concerto della band davanti al Griffin's

La band Giallo Blues stoppata più volte mentre si stava esibendo al Griffin’s Irish Pub: «Con tutti i problemi che ci sono in centro storico c’è da prendersela con chi fa musica?»

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MODENA. «Non si può più suonare nemmeno prima di cena». Il gruppo Giallo Blues è stato costretto a interrompere il concerto di giovedì sera – 18 settembre – al Griffin’s Irish Pub di via Gallucci. Il motivo? Troppe proteste dei residenti.

L’interruzione

«Il locale aveva tutte le autorizzazioni del caso per la musica dal vivo – ha spiegato Marcello Corradini, cantante e chitarrista – ed eravamo d’accordo per fare due spezzoni musicali. Il primo era dalle 19.30 alle 20.30, il secondo dalle 21.30 alle 22.30». Alle 19.40 la prima interruzione con le forze dell’ordine alla porta. «Il gestore ci ha detto che rischiava una multa perché “c’era troppo rumore” – ha aggiunto Corradini – Alle 20.30, dopo la terza segnalazione, ci ha detto che non avremmo più suonato quella sera. Ci siamo guardati negli occhi e ci siamo detti: ma davvero?». Né il musicista né il gruppo hanno niente contro il locale. «C’era un clima bellissimo – ha ripercorso – con quattro generazioni di persone che filmavano e facevano foto del concerto. La proprietà sta provando a ravvivare la zona di via Gallucci con tutti i problemi che ci sono, poi arriva un vicinato ostico e non si può più fare nulla. Mi sembra ci sia poca tolleranza».

Lo sfogo

Il gruppo ha contestato che il rumore fosse eccessivo. «Se si usa un impianto da tremila Watt con il volume basso non ci sono mica cinquecento decibel – ha osservato – ma molti di meno». Il regolamento comunale permette di raggiungere i novanta decibel nei concerti in via dei Gallucci, possibili fino alle 23.30 dalla domenica al giovedì e fino a mezzanotte al venerdì e nei prefestivi. «Cosa c’è che non andava? – ha chiesto ancora il musicista – Con tutti i problemi che ci sono a Modena, ce la prendiamo con chi vuole ravvivare i luoghi con un po’ di musica? Abbiamo preso il pass per il centro e perso mezza giornata di lavoro. C’erano persone venute apposta per noi da Sant’Ilario d’Enza che sono dovute tornare a casa. Già non ci sono tanti locali che fanno suonare dal vivo. Se non rendiamo possibili nemmeno i concerti, cosa ci resta? Chiudiamo le scuole di musica prima, i negozi poi e restano solo i palchi dove fare i comizi...».

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