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Ore d’ansia per il cardinale Ruini, ricoverato in ospedale


	Il cardinale Camillo Ruini
Il cardinale Camillo Ruini

L’ex presidente della Cei, originario di Sassuolo, ha avuto un blocco renale ed è al Policlinico Gemelli di Roma: si sta sottoponendo a terapie

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SASSUOLO. Sono ore d’ansia per le condizioni del cardinale Camillo Ruini dopo che venerdì è stato ricoverato al policlinico Gemelli di Roma a causa di un blocco renale.

Il ricovero in ospedale

Al Gemelli Ruini si sta sottoponendo a terapia e accertamenti diagnostici che proseguiranno anche nei prossimi giorni. Il cardinale, originario di Sassuolo, a luglio dello scorso anno è stato ricoverato nel reparto di Terapia intensiva in seguito a un infarto. Poi le sue condizioni erano migliorate. Secondo quanto emerso nelle scorse ore, il cardinale già nei giorni precedenti il ricovero aveva accusato qualche malessere, motivo per cui ha deciso di recarsi in ospedale. Vista anche l’età del cardinale è stato deciso di sottoporlo a tutte le terapie necessarie. Sembra che nelle scorse ore le sue condizioni siano lievemente migliorate ma i trattamenti proseguiranno. La città di Sassuolo è profondamente legata a Ruini e quindi in queste ore l’intera comunità è in forte apprensione.

La storia del cardinale Ruini

Ruini infatti è nato proprio a Sassuolo il 19 febbraio del 1931 dal professor Francesco, medico chirurgo, e da Iolanda Rizzoli, ed è stato ordinato sacerdote presbitero l’8 dicembre 1954 nella cappella dell’Almo Collegio Capranica di Roma. Il ventitreenne don Camillo, infatti, era allora studente nella Pontificia Università Gregoriana a cui si era iscritto dopo il liceo. Conclusi gli studi a Roma e rientrato definitivamente in diocesi nel 1957, durante l’episcopato del vescovo Beniamino Socche è divenuto docente di filosofia nel Seminario diocesano. Nel 1966 il vescovo Gilberto Baroni lo ha nominato delegato vescovile per l’Azione Cattolica, incarico che ha ricoperto sino al 1970. Nel 1968 il vescovo Baroni gli ha affidato l’incarico di vicario episcopale per l’apostolato dei laici, ufficio che ha ricoperto sino al 1986. Sempre nel 1968 monsignor Baroni lo ha nominato presidente del Centro Giovanni XXIII che ha guidato sino al 1986. È stato don Camillo, in questo ruolo, ad accompagnare a Reggio e a Canossa il futuro papa Ratzinger. Il 16 maggio 1983 papa Giovanni Paolo II lo ha eletto vescovo titolare di Nepte e ausiliare della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. Due anni dopo lo stesso papa lo ha nominato vicepresidente del comitato preparatorio del Convegno ecclesiale di Loreto, presieduto dal cardinale Carlo Maria Martini. Sempre nel 1985 è stato eletto membro della commissione episcopale della Cei per l’educazione cattolica, la cultura e la scuola. Responsabilità sempre più alte, sino alla presidenza della Cei e alla guida della diocesi di Roma, quale vicario di due papi: Giovanni Paolo II e Benedetto XVI; nonché alla porpora cardinalizia.

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