Tutor sequestrato sulla Modena-Sassuolo: Formigine rinuncia al ricorso contro le multe annullate
Il Comune riconosce il rischio di perdere in tribunale, ma si si prepara all’udienza preliminare del processo in cui si è costituito parte civile
FORMIGINE. Un’altra tegola sul già discusso sistema di rilevamento della velocità installato lungo la tangenziale Modena-Sassuolo, nel tratto di competenza di Formigine. Dopo mesi di polemiche e il sequestro dei dispositivi da parte della procura di Cosenza e dopo la fissazione dell’udienza preliminare nel processo che vedrà il Comune di Formigine costituirsi parte civile, continuano le sentenze di annullamento dei verbali. A pagarne le conseguenze, ancora una volta, è il Comune di Formigine, che ha deciso di non presentare ricorso in appello.
Il caso
La vicenda prende le mosse da quattro diversi procedimenti davanti al giudice di pace di Modena. Alcuni automobilisti e una ditta avevano impugnato i verbali per eccesso di velocità rilevati dal tutor, sollevando l’ormai noto problema della mancata omologazione degli apparecchi. E così il 24 giugno il giudice ha accolto tutti e quattro i ricorsi, annullando i verbali e condannando il Comune non solo a restituire quanto contestato, ma anche a pagare le spese di lite. Nel dettaglio, si tratta di oltre 400 euro per un automobilista (tra rimborsi e oneri), 43 euro per un altro, e circa 480 euro ciascuno per un cittadino e per una ditta multata. Piccole somme, prese singolarmente, ma che fanno rumore se si pensa alle decine di migliaia di verbali elevati dal tutor in pochi anni. La delibera approvata in giunta prende atto della situazione: l’orientamento dei giudici è netto, la distinzione tra “approvazione” e “omologazione” è ritenuta sufficiente per annullare i verbali, e l’avvocatura provinciale ha già avvertito che insistere con gli appelli significherebbe quasi certamente andare incontro a nuove sconfitte e a ulteriori spese.
Niente ricorso
«Non pare esserci possibilità diversa per il Comune dalla soccombenza considerata anche l’attuale non particolare chiarezza del dato normativo di riferimento», si legge nella delibera. E, ancora, si parla di una «nuova possibile soccombenza legata al noto tema già più volte evidenziato». Per questo la giunta ha deliberato all’unanimità di non impugnare le sentenze e di rendere immediatamente eseguibile la decisione. È un passaggio importante, che mette nero su bianco una linea politica precisa: fermare i contenziosi, evitare costi aggiuntivi in attesa di un intervento legislativo chiarificatore.
Il problema
Tutto nasce, occorre ricordarlo, dalla decisione della procura di Cosenza di sequestrare preventivamente su tutto il territorio nazionale alcune apparecchiature per la rilevazione della velocità in dotazione ai Comuni, compreso il tutor, perché non omologate (si parla dei T Exspeed 2.0). Il procedimento vede indagato l’amministratore della società Sicursat Srl, accusato di frode nelle pubbliche forniture: secondo l’accusa, le apparecchiature fornite al Comune non sarebbero state omologate dal Ministero delle Infrastrutture, come previsto dal codice della strada, ma solo approvate.
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