Addio ad Alfonso “il fotografo”: «Una vita tra Vignola e Venezia»
Lutto per la morte del 69enne Alfonsino Malferrari: «Lascia un vuoto indescrivibile, testimone di tanti momenti gioiosi, felici e significativi della comunità»
VIGNOLA. Ancor prima di avere la patente, a quattordici anni, già prendeva i regionali per scappare a Venezia. Lo faceva di nascosto, con quella fame di vedere che non gli è mai passata. «In un’altra vita sono stato un doge», diceva a tutti. Quel suo animo punk, un po’ scanzonato, figlio degli anni Sessanta, se l’è sempre portato dietro, fino agli ultimi giorni. Ma ora quel treno regionale, Alfonsino Malferrari, non potrà più prenderlo: se n’è andato a 69 anni. Per tutti era Alfonso “il fotografo”. Così lo conosceva Vignola, dove ha vissuto e lavorato dagli anni Novanta, con lo studio che era diventato un archivio sentimentale della città.
Chi era Alfonso “il fotografo”
Nativo di Castelfranco, ma «veneziano nell’anima», Alfonso aveva il dono di fermare gli istanti senza mai mettersi in mezzo. Fotografava matrimoni, battesimi, feste. Ma anche dettagli di vita quotidiana, sempre con lo stesso sguardo caldo e curioso. «Come Alfonsino non lo conosceva nessuno – racconta la compagna, Laura Suardi –. Il suo nome di battesimo lo sapevano in pochi. Era solare, espansivo, ma anche di una testardaggine incredibile. Né sua madre né io siamo mai riuscite a fermarlo. Alla fine mi sono plasmata al suo carattere. E sono fiera di aver condiviso trent’anni accanto a lui: c’erano amore e risate, com’era da sua natura». Amava fotografare e odiava essere fotografato. Tipico dei fotografi.
L’amore per la fotografia e per la famiglia
La macchina era la sua libertà, il suo modo di esserci. E lo dimostrò il suo ultimo servizio. Con grande fatica, Alfonso volle a tutti i costi immortalare il battesimo del nipotino Andrea: «Non stava bene – ricorda la figlia Alessia, commossa – ma Andrea gli ha dato la forza di rimettersi in piedi. Ha scattato con orgoglio, come fosse il regalo più grande per noi. In quelle foto c’è la sua bontà e tutto l’amore che ci ha lasciato». «Non mi sembra ancora vero – prosegue la figlia – il vuoto che provo è indescrivibile. Ho cercato di stargli vicino, anche se era difficile vederlo soffrire. Penso che farlo diventare nonno sia stata la sua gioia più grande, e sono felice che mio figlio Andrea abbia i nostri occhi. Mi spezza il cuore dover essere io a raccontargli chi era, ma voglio farmi forza pensando che porterò ogni carezza, ogni gesto e ogni sua frase dentro di me».
Un’intera comunità in lutto
Il funerale si è svolto in forma privata lunedì 22 settembre. A Vignola, resteranno i suoi scatti: occhi che hanno regalato alla comunità la memoria dei momenti più belli. Tant’è che anche l’amministrazione comunale ha voluto dare sostegno alla famiglia dopo questa grande perdita: per loro e per tutti. «Ci stringiamo alla famiglia e agli amici di Alfonsino Malferrari, storico fotografo di Vignola. La comunità – hanno concluso – perde il testimone di tanti suoi momenti gioiosi, felici e significativi». E lo perde davvero, ma solo fisicamente. Perché Alfonso “il fotografo”, rimarrà sempre nei suoi scatti, nei cuori delle persone che ha incontrato, e «negli occhi del piccolo nipotino Andrea». «Ciao papi – ha concluso la figlia Alessia, con la voce spezzata –. Per sempre il tuo ragnetto».
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