Stalking sul posto di lavoro: 59enne finisce a processo
Appostamenti e messaggi pressanti per due anni a una 38enne. Si va a processo con rito abbreviato, ma l’uomo non è soggetto a misure cautelari: i due continuano a lavorare ogni giorno nella stessa azienda.
MODENA. I casi di stalking purtroppo sono ormai oggetto abbastanza frequente di cronaca, con risvolti più o meno gravi e provvedimenti “forti” come il divieto di avvicinamento che spesso, se non risolutivo, riesce almeno a dare un po’ di respiro alla vittima. Ma cosa si può fare quando le attenzioni indesiderate arrivano sul luogo di lavoro? Da parte di un collega che non può essere allontanato dal suo posto, così come la vittima non può restare a casa perché vuole lavorare?
Il caso giudiziario
È la domanda che nasce spontanea dal caso giudiziario che è emerso ieri mattina, 24 settembre, in tribunale, abbastanza raro per quanto riguarda il contesto modenese. Non si conoscono ancora tutti i contorni della vicenda, che è ancora in fase d’indagine. Il dato di fatto però è che l’uomo, un 59enne, andrà a processo con rito abbreviato (che consente di avere lo sconto di un terzo della pena in caso di condanna). Verrà celebrato il prossimo 14 gennaio.
La vittima
Si sa che l’uomo e la donna, 38enne, si sono incontrati al lavoro nel maggio 2021 in una grande ditta metalmeccanica di Modena. Lui ha cominciato a rivolgerle delle attenzioni particolari, sia sul luogo di lavoro che tramite messaggi, anche sui social. Poi si è fatto sempre più insistente, arrivando anche ad “appostamenti” per incontrarla e parlare con lei, sia sul luogo di lavoro che all’uscita. Attenzioni che però non erano gradite dalla donna, che ha cercato in tutti i modi di farglielo capire. Ma lui non ha desistito: pur non essendoci mai state minacce o contatto fisico (i due non si sono mai frequentati), ha continuato con i suoi comportamenti pressanti. Portandola a vivere in uno stato di profonda angoscia: lei sapeva quotidianamente che non poteva fare nulla per evitare di incontrarlo, perché al lavoro ci doveva andare.
La denuncia
In quella situazione, la donna si è rivolta ai suoi superiori in azienda, mettendoli al corrente di quello che succedeva. Loro sono intervenuti e hanno richiamato il sessantenne. Lui ha chiesto scusa per il suo comportamento, dicendo che avrebbe smesso. Ma poco dopo ha ripreso, nonostante lei gli avesse detto chiaramente che sarebbe stata costretta a denunciarlo per stalking. E così ha fatto nel 2023. Solo dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia l’uomo ha smesso.
Il processo
Tramite il suo avvocato (Elena Marastoni) il 59enne ieri, 24 settembre dal giudice ha presentato una lettera di scuse alla donna, e offerto un risarcimento. Ma lei (assistita dall’avvocato Giuseppina Iannelli) l’ha rifiutato. L’avvocato del 59enne ha quindi chiesto l’abbreviato, che si terrà a gennaio. Non è soggetto a misure cautelari: i due continuano a lavorare ogni giorno nella stessa azienda.
