Gazzetta di Modena

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Violenza negli ospedali

Un’altra aggressione in pronto soccorso: infermiere minacciato, medico colpito con un pugno

di Daniele Montanari

	I carabinieri sono intervenuti per arrestare l'uomo
I carabinieri sono intervenuti per arrestare l'uomo

È accaduto a Vignola: l’uomo, un 56enne di Marano sottoposto agli arresti domiciliari, si è presentato in ospedale lamentando un dolore al polpaccio e all’improvviso ha dato in escandescenze. Arrestato, questa mattina è stato giudicato con rito direttissimo

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VIGNOLA. Ha minacciato e aggredito un infermiere e un medico del Pronto soccorso senza nessun motivo, perché lo avevano preso in carico e lo stavano curando. L’episodio, che rilancia l’allarme sulla violenza al personale sanitario, è accaduto a ieri sera – 24 settembre – all’ospedale di Vignola.

L’aggressione

Da una prima ricostruzione, è andata così. Un 56enne di Marano, italiano, si è presentato al Pronto soccorso lamentando dolore a un polpaccio. L’infermiere gli ha somministrato una flebo di analgesico, in attesa della visita del dottore. Il suo non era un caso grave. Ma ha assunto ben presto comportamenti aggressivi: ha tirato un pugno alla vetrata del box di accettazione dicendo all’infermiere una frase del tipo: «Guarda che ti cerco per picchiarti». E ancora: «State attenti, che mi state facendo arrabbiare». E qui ha aggredito il medico che lo stava visitando, colpendolo con un forte pugno sulla spalla sinistra.

Si è creato subito allarme, anche tra i pazienti in attesa, e sono stati chiamati i carabinieri, sul posto con la pattuglia delle tenenza di Vignola e un’altra da Castelnuovo, oltre a quella della polizia locale. Hanno ricostruito la dinamica dell’accaduto grazie anche ai filmati del sistema di videosorveglianza interna dell’ospedale, procedendo quindi all’arresto dell’uomo in flagranza differita per lesioni, minacce e anche interruzione di pubblico servizio, avendo compromesso di fatto il regolare funzionamento delle attività sanitarie. Il medico colpito ha riportato lesioni da quattro giorni di prognosi. Il 56enne non è stato portato in carcere ma agli arresti domiciliari, essendo già sottoposto a quella misura cautelare da giugno 2025 per una precedente accusa.

In tribunale

Questa mattina i carabinieri di Vignola lo hanno portato in tribunale per la direttissima. Il 56enne ha chiesto scusa, dicendo di aver perso il controllo per il dolore al polpaccio. Camminava comunque tranquillamente, con l’ausilio di una stampella. Il giudice ha convalidato l’arresto, disponendo nei suoi confronti l’obbligo di dimora nella sua casa di Marano dalle 19 alle 7 di mattino. Misura che si va a sommare agli arresti domiciliari, che restano. Il processo sarà poi il 20 gennaio.

Le reazioni

Subito forti reazioni di condanna dell’episodio e di solidarietà con l’ospedale. «È inaccettabile che i professionisti della sanità vengano aggrediti mentre stanno svolgendo il proprio lavoro al servizio della nostra comunità – commenta la sindaca di Vignola Emilia Muratori – non ci sono ragioni che possano giustificare comportamenti violenti e maleducazione, che, tra l’altro, intralciano il soccorso e le cure ai pazienti in attesa e allarmano i loro familiari presenti. Al Pronto soccorso di Vignola lavorano persone preparate, capaci, dedicate e appassionate. Ringraziamo i carabinieri e la polizia locale per l’intervento tempestivo e ribadiamo la nostra stima e apprezzamento per il personale del Pronto soccorso».

Da Marano, il vicesindaco Christian Tondi esprime «la più sincera solidarietà al medico aggredito. Si tratta di un fatto grave e inaccettabile: non possiamo tollerare atti di aggressione nei confronti di chi ogni giorno si prende cura della salute delle persone con professionalità, dedizione e spirito di servizio. Ringrazio le forze dell’ordine per il tempestivo intervento».

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