La Polisportiva San Faustino di Modena al traguardo dei 100 anni di vita
Domani e domenica un fine settimana di iniziative per fare festa
MODENA. Non ha strade né vicoli o quartieri. Eppure, con i suoi spazi ed ambienti, «è una piccola città nella città», frequentata da chi ogni giorno la apre, la rende viva, se ne prende cura e la fa crescere, volontari e non, i suoi “abitanti”. Quest’anno la Polisportiva San Faustino compie 100 anni e li festeggia con un weekend di iniziative sportive, camminate, mostre, laboratori per bambini e tante altre proposte rivolte ad ogni età, domani e domenica.
È «uno spazio di accoglienza per tutti, da 0 a 99 anni», ricorda Pier Nicola Tartaglione, presidente della Polisportiva, descrivendo una realtà modenese che rimane al passo coi tempi, rinnovandosi e cercando di venire incontro anche alle esigenze delle nuove generazioni.
Tartaglione, quale significato assume questa celebrazione per chi, come lei, si sente parte della comunità della Polisportiva?
«Ci ricorda la storia molto lunga di un’associazione che è stata creata nel 1925. Quello che c’era 50 anni fa oggi non esiste più, la società italiana si è trasformata. Prima riuniva bocciofili e gente che giocava a carte, oggi richiama sotto lo stesso tetto 30 diversi gruppi. C’è chi ha bisogno di spazi o di alcuni sussidi, chi vuole condividere un percorso di socialità, di accoglienza e solidarietà. La Polisportiva si è aperta alla città».
Come descrivere il legame tra i cittadini e la Polisportiva?
«Ospitiamo persone che hanno bisogno di riconciliarsi con la società, grazie ai lavori di pubblica utilità (Lpu). Siamo anche un’associazione che si prende cura del Bonvi Parken e del parchetto di via Wiligelmo. Ci occupiamo della raccolta di rifiuti e facciamo sorveglianza ed animazione, realizzando spettacoli all’aperto per aggregare le famiglie, soprattutto straniere, e creare un’atmosfera di accoglienza. Un’altra esperienza importante è l’ambulatorio infermieristico dell’Ausl».
Disponete di una “biblioteca del fumetto”. Di cosa si tratta?
«Sei anni fa è iniziata la raccolta dei volumi, ne abbiamo circa 8 mila. Ad oggi è stato definito il percorso per diventare al più presto un punto di lettura delle biblioteche comunali. Da due anni è presente anche una ludoteca con 70 giochi di società».
E la palestra della memoria?
«In collaborazione con l’Ausl, ospitiamo anziani che hanno bisogno di allenare la memoria e di ricordare meglio episodi, non tanto della vita remota, ma quella di un giorno o un mese prima».
Offrite, però, anche molte opportunità ai ragazzi. Vorrebbe descriverne una?
«Quest’anno è il secondo in cui realizziamo uno spazio giovani, Hub in Polis, in collaborazione con il Comune di Modena ed Arci. Riteniamo che da qui possa nascere il futuro team di dirigenti della Polisportiva. Sono 11 gruppi di ragazzi e ognuno ha la sua “missione”, dalla maglia al cucito fino all’informatica ed all’invenzione di giochi di società».
La Polisportiva San Faustino è diventata un punto di riferimento per i modenesi in cui non solo praticare sport, ma intrecciare relazioni sane e divertirsi in compagnia.
«Certo, la società di oggi ci chiede di avere un posto per poter esprimersi facendo parte di un gruppo. Scacchi, fumetto, maglia, subbuteo, capoeira, tombola, canto, attività Stem: sono realtà che convivono insieme».
In che modo declinate il termine “volontariato”?
«Ci stiamo preparando al 2026, anno in cui Modena sarà capitale nazionale del volontariato. Siamo iscritti al Csv oltre che alle nostre associazioni di riferimento, Arci e Uisp. Inoltre, abbiamo vinto un bando sociale europeo che ci permetterà di entrare in contatto con realtà di volontariato di altre nazioni. Ospiteremo ragazzi provenienti dalla Spagna o dalla Grecia e manderemo là i nostri per svolgere attività sociali e sportive. Questo per noi è l’importante: essere presenti dove c’è sofferenza, disagio, mancanza di accoglienza».
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