Gazzetta di Modena

Modena

L’allarme

Boom di sfratti in Emilia Romagna: 8.700 nuove procedure, i numeri in ciascuna provincia


	Una manifestazione del Sunia a Bologna
Una manifestazione del Sunia a Bologna

I dati diffusi dal Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari) parlano di 2.801 nuclei costretti a lasciare la propria abitazione: «Le famiglie non hanno mezzi economici per acquistare case o pagare gli affitti»

3 MINUTI DI LETTURA





BOLOGNA. In Emilia Romagna il 2024 conferma il trend in crescita degli sfratti, aggravando un’emergenza abitativa che tocca migliaia di famiglie. Lo affermano dal Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari), diffondendo i dati regionali: sono 2.801 i nuclei costretti a lasciare la propria abitazione e ben 8.642 quelli che hanno ricevuto un atto di intimazione, preludio all’abbandono dell’alloggio alla scadenza del contratto.

Una fotografia che preoccupa

Un fenomeno che si inserisce in un contesto considerato già difficile: negli ultimi anni è diminuito in modo sensibile il numero di abitazioni destinate all’affitto di lunga durata, mentre cresce la quota di case destinate a locazioni brevi e turistiche. Una dinamica che riduce ulteriormente l’offerta di alloggi accessibili per chi vive e lavora stabilmente in città. La fotografia che emerge è preoccupante. «La maggioranza assoluta delle famiglie colpite non ha i mezzi per acquistare una casa né per sostenere i canoni di mercato, sempre più elevati», affermano dal Sunia Emilia-Romagna. Si tratta in larga parte di lavoratori e lavoratrici con redditi bassi o contratti precari, che fino a poco tempo fa riuscivano con grandi sacrifici a pagare un affitto, ma che ora vengono travolti da aumenti insostenibili.

La situazione nei capoluoghi di provincia

Nei capoluoghi la situazione assume contorni più netti. A Bologna sono stati eseguiti 635 sfratti, mentre le procedure avviate raggiungono quota 2.827. A Modena se ne contano 458 e 1.395 rispettivamente, mentre a Parma i provvedimenti esecutivi sono stati 401, in lieve calo rispetto al 2023, ma con 962 procedure aperte. A Ravenna gli sfratti crescono dell’11,27% arrivando a 237, con 477 nuove intimazioni. In aumento i numeri anche a Ferrara, Piacenza, Forlì e Cesena. A Reggio Emilia si contano 248 sfratti e ben 3.875 procedure, mentre a Rimini gli sfratti eseguiti si fermano a 236, in calo, ma con quasi mille nuove pratiche. Preoccupa in particolare l’aumento del 16,33% degli sfratti per finita locazione, spesso motivati dai proprietari con la richiesta di incrementare notevolmente i canoni, al di sopra delle possibilità delle famiglie.

Il commento del Sunia

«La situazione – spiega ancora il Sunia Emilia-Romagna – mette in luce l’urgenza di un vero piano nazionale per l’edilizia popolare e sociale, capace di offrire una risposta a chi vive di salari bassi e con contratti precari. Non bastano incentivi all’acquisto: servono alloggi in affitto con canoni calmierati, nell’ordine dei 400-450 euro mensili, accessibili a chi oggi è escluso dal mercato». Il sindacato degli inquilini sottolinea anche la necessità di un intervento immediato per sbloccare e riqualificare i 100mila alloggi pubblici attualmente sfitti in Italia, fermi per mancanza di risorse e lavori di adeguamento. Secondo il Sunia, le città ad alta tensione abitativa devono essere considerate prioritarie: qui la domanda di case a prezzi sostenibili è in costante crescita, mentre l’offerta arretra. Il sindacato chiede che la nuova Finanziaria preveda un programma decennale di edilizia sociale, con investimenti strutturali e non promesse di corto respiro. «Basta proclami nei comizi – sottolinea il Sunia –. Il diritto alla casa non può essere rimesso alle sole logiche del mercato. È un tema sociale che riguarda la dignità di migliaia di famiglie». Il rischio, conclude il sindacato, è che l’emergenza abitativa diventi una vera frattura sociale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA