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L’iniziativa

L’Albania ricorda padre Sebastiano a trent’anni dal viaggio con il Presepe

di Daniele Montanari

	Padre Sebastiano e il viaggio in Albania nel 1994
Padre Sebastiano e il viaggio in Albania nel 1994

Venerdì a Durazzo inaugura una mostra con le foto della spedizione del ’94. Sono immagini in gran parte inedite che l’amico Bellesia, colui che presentò il vulcanico frate di Pavullo a Mike Bongiorno, ha tratto dall’archivio

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PAVULLO. Fu un viaggio straordinario, frutto dell’indomita capacità di padre Sebastiano Bernardini di osare e di sperare sempre, anche nelle situazioni più difficili. E adesso viene celebrato da chi, trent’anni dopo, è ancora grato per aver portato quel messaggio di speranza e rinascita.

L’evento

L’Albania ricorda il vulcanico frate pavullese e il viaggio che fece lì nel gennaio 1994 con il tir del Presepe Itinerante, all’epoca appena costruito, e gli altri camion con gli aiuti umanitari per risollevare la popolazione stremata che usciva dalla dittatura. Venerdì 3 ottobre, presso il centro culturale internazionale di Durazzo, verrà inaugurata una mostra che ripercorre quel viaggio negli scatti del fotografo mantovano Gianni Bellesia (colui che presentò padre Sebastiano a Mike Bongiorno) e nei video del giornalista modenese Massimiliano Rannellucci. Si intitola “Albania 1994: un popolo in cammino” e raccoglie quaranta immagini molto toccanti scattate da Bellesia. È curata dal giovane fotografo locale Griseld Hoxha con la collaborazione dello storico Pano Ceka. Resterà per tutto il mese di ottobre e poi entrerà in un’esposizione itinerante organizzata da Hoxa, dove le foto di Bellesia saranno accostate a quelle attuali del Paese, ritratto dal giovane fotografo albanese. Bellesia, che ha messo volentieri a disposizione foto del suo archivio in gran parte mai viste prima, sarà là per l’inaugurazione dell’evento, che è anche un grande omaggio alla figura del frate.

La testimonianza

«Tutto è nato alcuni mesi fa – spiega Bellesia – quando una delegazione di funzionari albanesi venuti a Mantova per un gemellaggio economico-culturale ebbe modo di vedere queste immagini delle loro città, oggi radicalmente cambiate. Nacque l’idea di mostrare a tutti quelle fotografie ormai storiche, nelle stesse città dove furono scattate trent’anni prima. In particolare, a volere fortemente quest’iniziativa culturale è stato l’ambasciatore dell’Albania Petrit Kozeli, che da tanti anni vive e lavora a Mantova, ed è già noto per il suo impegno in progetti di cooperazione tra Italia e Albania». «Fu un viaggio straordinario – ripercorre Bellesia – il Presepe itinerante, assieme agli aiuti umanitari, fu una forte emozione per la popolazione d’allora, soprattutto i cristiani, a cui la dittatura aveva distrutto ogni rappresentazione visiva del sacro. Le chiese erano state trasformate in cinematografi o, come la cattedrale di Scutari, in una grande palestra. Il Presepe sostò prima a Durazzo, poi nel villaggio di Elbasan, quindi nella centralissima piazza della capitale Tirana, per poi spostarsi a Scutari e successivamente nello sperduto villaggio di Nenshat». Proprio qui c’era l’origine del viaggio: un giovane frate barese di nome padre Sergio (che appena laureato in architettura mollò tutto per seguire san Francesco), si stava prodigando per la rinascita locale. «Saputo del viaggio che il tir con il presepe fece nel 1993 nell’ex Jugoslavia martoriata dalla guerra – continua Bellesia – chiese ai confratelli francescani, e quindi anche a padre Sebastiano, se era possibile arrivare anche in Albania. Sebastiano voleva proprio portare il Presepe, con il suo messaggio, nei luoghi tormentati, e fu come sfondare una porta aperta. E così venne organizzato questo viaggio umanitario così particolare, dove davanti a una serie di tir pieni di aiuti ce n’era uno che aveva dentro un presepe». Frutto dell’arte del pavullese Gianni Ricci, e del sostegno di benefattori importanti, il Presepe Itinerante costruito sul camion (che fu donato a padre Sebastiano dalla Fiat-Iveco) fu benedetto da Giovanni Paolo II il 16 dicembre 1992 in piazza San Pietro. Tuttora continua ogni Natale, grazie all’impegno degli amici del frate, a portare il suo messaggio di pace e speranza. Forse mai attuale come oggi.

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