Gazzetta di Modena

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L’iniziativa

Medici e infermieri “illuminano” la Palestina: «A Gaza condizioni disumane» – Video

di Maria Sofia Vitetta

	Il flash mob "Luci per la Palestina"
Il flash mob "Luci per la Palestina"

Operatori sanitari riuniti nella serata di giovedì 2 ottobre in un’iniziativa davanti al Policlinico di Modena: «In ricordo dei 1.677 colleghi uccisi a Gaza e di tutti coloro che operano in territorio di guerra»

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MODENA. Per alcuni minuti hanno strappato simbolicamente Gaza al buio della notte, formando un unico bagliore di torce, lumini e candele davanti all’ingresso del Policlinico di Modena. Giovedì 2 ottobre, alle 21, sono stati molti gli operatori sanitari modenesi ad aderire al flash mobLuci sulla Palestina” uno degli oltre 240 presidi che si sono svolti davanti ad altrettanti ospedali italiani.

Solidarietà ai colleghi

«Spontanea, pacifica, non violenta, apartitica». Così la pediatra Giulia Zagni, uno dei partecipanti all’iniziativa, ha definito la mobilitazione promossa a livello nazionale dalle reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza. «Siamo in prima linea nell’esprimere totale solidarietà ai colleghi in territorio di guerra: lavorano in condizioni che non si possono neanche più definire disperate, senza strumenti, approvvigionamenti ed ospedali».

Sostegno al popolo palestinese

La mobilitazione non ha lasciato indifferenti medici, infermieri, tecnici, professionisti in pensione e specializzandi di Modena e provincia, ma anche tanti altri cittadini. La sensibilità su ciò che sta accadendo al popolo palestinese si era già sviluppata nel corso dei mesi, l’indignazione pure. Il 28 agosto, alcuni sanitari avevano aderito alla giornata nazionale di digiuno contro la catastrofe umanitaria. Mancava una mobilitazione per tornare a chiederne la fine.

Appello al governo

Difendere «il diritto alla salute significa tutelare l’umanità», ha affermato il dottor Nicola Guaraldi, un altro dei pediatri che si sono aggregati al flash mob. «Ci siamo uniti in ricordo dei 1.677 colleghi uccisi a Gaza» a partire dal 7 ottobre 2023: alcuni dei loro nomi sono stati letti ad alta voce davanti ai partecipanti, perché in fondo, questo vuol dire anche «restituire una dignità». «Non è solo un atto di denuncia della violazione del diritto internazionale - ha spiegato Jonathan Montomoli, referente dell’iniziativa per l’Emilia Romagna. - Chiediamo al governo italiano di adoperarsi per il cessate il fuoco ed alle nostre istituzioni di interrompere qualunque rapporto con quelle israeliane che non si dichiarino contro il genocidio».