Nonantola riconosce la Palestina. L’opposizione esce ed è polemica
La maggioranza: «Teatrino patetico». Il centrodestra: «Condannate Hamas»
NONANTOLA. Il riconoscimento è simbolico, ma surriscalda il dibattito politico. Il Consiglio comunale ha approvato una mozione per riconoscere la Palestina quale Stato democratico e sovrano. L’opposizione ha reagito al voto uscendo dall’aula. I toni non si placano e il manifesto della comunicazione non ostile approvato lo scorso ottobre resta nel cassetto.
«Le notizie che arrivano da Gaza parlano da sole: non c’è nulla da interpretare, sono tragicamente evidenti – hanno detto i consiglieri di Futuro 2030, Pd e Nonantola Attiva – A dividere non è la realtà dei fatti, ma la viltà di chi sceglie di non prendere posizione, di non assumersi la responsabilità di dire da che parte sta».
La condanna
La maggioranza ha condannato l’uscita dall’aula dei consiglieri Monica Contursi (Nonantola al centro), Antonio Grella e Marzia Marotta (Fratelli d’Italia).
«Un gesto puerile, spacciato come protesta contro una presunta “strumentalizzazione” da parte del centrosinistra – ha detto la maggioranza – ma in realtà nient’altro che un goffo tentativo di screditare un’istituzione che ha il dovere di esprimersi anche sui grandi temi umanitari e universali. Un comportamento che non solo riteniamo inaccettabile, ma che offende la dignità stessa del ruolo istituzionale ricoperto da chi lo ha compiuto».
I consiglieri hanno ricordato che Grella aveva presentato «un ordine del giorno dal contenuto praticamente analogo a quello che il Consiglio ha poi approvato».
Per la maggioranza il gesto «non è stato un atto politico, ma un teatrino patetico: una fuga dal confronto che tradisce i cittadini e ridicolizza il ruolo che dovrebbero, al contrario, onorare».
L'opposizione
Grella ha difeso la scelta. «Abbiamo deciso di non restare in aula nel momento in cui Pd e la maggioranza hanno posto all’ordine del giorno punti che, a nostro avviso, oltre a essere divisivi sul piano internazionale, diventano strumento per evitare il confronto sulle reali esigenze locali – ha replicato il capogruppo di FdI – Non abbandoniamo il Consiglio per sola polemica: è un gesto di dissenso verso una maggioranza che, secondo noi, ha scelto di dare peso all’immagine piuttosto che alle sostanze».
Non è cambiato il giudizio sulla Palestina e sulla solidarietà a Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati.
«Capisco che il tema sia importante e divisivo. Tuttavia voglio essere chiaro: non possiamo ignorare che una parte del discorso pubblico è costruita su dichiarazioni che, noi crediamo, relativizzano o minimizzano azioni di Hamas – ha detto Grella – un’organizzazione riconosciuta come terroristica da vari Stati e organismi internazionali. Non possiamo riconoscere uno Stato palestinese governato da forze che non condannano chiaramente tali atti, né pretendere silenzio su queste questioni».
Il capogruppo ha aperto al confronto, ma su temi locali: «Mettiamo da parte gli slogan, torniamo in aula, discutiamo insieme, con rispetto, di cosa veramente serve ai nonantolani. Se volete critiche, presentate controproposte concrete su sicurezza, ordine, servizi».
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