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L’omaggio

Addio alle suore dopo 98 anni: consegnate le chiavi della città di Vignola

Aurora Ballestri
Addio alle suore dopo 98 anni: consegnate le chiavi della città di Vignola

La cerimonia è avvenuta sabato in Consiglio comunale. La sindaca Muratori: «Per ricordare loro che possono ritornare ogni qualvolta vorranno»

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VIGNOLA. Nella mattinata di ieri, sabato 8 novembre, a Vignola, si è svolto, in occasione del Consiglio Comunale straordinario, il conferimento dell’onorificenza “Chiavi della città” all’Istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento, che per 98 anni, fino allo scorso settembre, hanno prestato di sono prese cura dei malati, dei bambini, dei più fragili. Per ragioni di organizzazione interna, hanno dovuto lasciare Vignola per tornare presso la sede generale della congregazione a Rivolta d'Adda, nel cremonese.

Molteplici e vari sono stati gli interventi, tutti mossi dal desiderio di esprimere gratitudine e riconoscenza verso il lavoro instancabile svolto dalle sorelle. Il conferimento dell’onorificenza è stato possibile grazie ai componenti del Consiglio Parrocchiale Pastorale e a don Luca, parroco di Vignola, che hanno espressamente fatto richiesta della consegna delle chiavi della città.

Le motivazioni

La sindaca di Vignola, Emilia Muratori, ha aperto il Consiglio ricordando tutto ciò che le sorelle hanno fatto per la comunità vignolese nei loro 98 anni di presenza sul territorio: «È inevitabile che si creino relazioni e si mettano radici nel luogo in cui per tanto tempo si è rimasti. Oggi – ha dichiarato Muratori – vogliamo onorare queste radici, sia per ricordare quello che le suore hanno fatto in questi lunghi anni, ma anche per dire grazie a loro che, con discrezione, si sono poste al servizio della comunità. La consegna delle chiavi serve per ricordare alle suore che possono ritornare ogni qualvolta vorranno».

Le sorelle, presenti sul territorio dal 4 ottobre 1927, si sono occupate della cura dell’infanzia, dei malati e dei più fragili. L’attività più significativa è quella che si è svolta presso la scuola dell’infanzia in viale Mazzini, ma le suore hanno si sono anche dedicate alla cura dei malati, sia nell’ospedale civile che in quello di guerra, e a quella della maternità e dell’infanzia presso la “Casa della madre e del bambino”.

Valter Baldini, presidente della fondazione dell’asilo di Vignola, il cosiddetto “asilo delle suore”, onora le sorelle, «che hanno saputo adattarsi ai molteplici cambiamenti della società, al nuovo modo di fare scuola e ai diversi metodi didattico-pedagogici a cui la nostra realtà si ispira».

“Unanimità” è stata la parola che ha rappresentato in Consiglio: nessun astenuto e nessun contrario, ogni consigliere ha votato a favore della consegna delle chiavi. Don Luca si è espresso in merito a questo, sostenendo che «questa unità e concordia dei consiglieri ci faccia bene. La diversità di opinioni è una ricchezza, ma il bene è oggettivo. Quando quest’ultimo è tale ci trova tutti d’accordo e ben contenti che cresca insieme a noi», ha affermato.

Le suore

Anche la chiave che è stata consegnata è simbolica: questa risale infatti alla “prima” Vignola, citata per la prima volta in un documento attestato dall’abate di Nonantola nel 1826. È intervenuta infine la Superiora Madre Generale suor Maria Luisa Ciceri, ricordando che «il bene spesso non faccia rumore, ma faccia la storia. Le sorelle sono state delle chiavi, che hanno permesso a molti cittadini di aprirsi alla vita, al senso della realtà, alla storia e all’amore. Quando ci si apre in questo modo, l’amore diventa reciproco scambio: i vignolesi ci hanno permesso di essere Adoratrici, per voi e con voi».