Autovelox, l’elenco del Ministero di quelli regolari: in provincia di Modena sono 51, la lista
Venerdì 28 novembre sono scaduti i termini per l’invio dei dati da parte delle amministrazioni e degli enti da cui dipendono gli organi di polizia stradale: multe non valide in quelli non registrati. Il Codacons: «Resta in piedi il problema dell’omologazione»
MODENA. Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato l’elenco ufficiale dei dispositivi e sistemi di rilevamento della velocità autorizzati sul territorio nazionale. La pubblicazione arriva alla scadenza dei tempi previsti per il censimento nazionale. Venerdì 28 novembre, infatti, sono scaduti i termini per l’invio dei dati da parte delle amministrazioni e degli enti da cui dipendono gli organi di polizia stradale. «Si tratta – spiega il Ministero – di un passaggio essenziale per garantire la piena legittimità d’uso degli strumenti di accertamento delle violazioni dei limiti di velocità». Tramite la piattaforma telematica predisposta dal Mit, gli enti hanno indicato, per ogni dispositivo: marca, modello, versione, matricola ove presente, estremi del decreto Mit di approvazione o omologazione, nonché collocazione chilometrica (qualora necessario) e direzione di marcia. Tutti i dati trasmessi sono automaticamente pubblicati e liberamente consultabili sul portale istituzionale del Ministero.
I dispositivi registrati in provincia di Modena
In provincia di Modena, tra autovelox fissi e mobili, risultano 51 dispositivi registrati:
- 7 della polizia locale di Modena
- 1 della polizia locale di Castelfranco
- 13 della polizia locale Unione Terre d’Argine
- 4 della polizia locale Unione Comuni Modenesi dell’Area Nord
- 1 della polizia locale di Sassuolo
- 4 della polizia locale di Maranello
- 3 della polizia locale di Fiorano
- 4 dell’Unione Comuni del Sorbara
- 2 della polizia locale Unione Terre di Castelli
- 6 del Comune di Formigine
- 2 della polizia locale di Finale Emilia
- 1 della polizia locale di Mirandola
- 3 della polizia stradale sull’Autostrada A1
Nel link precedente, scaricando il file in .csv, alla voce “note” è possibile ottenere anche eventuali indicazioni sul loro posizionamento.
Dati richiesti dal Mit
Tramite la piattaforma telematica predisposta dal Mit (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti), gli enti hanno indicato, per ogni dispositivo: marca, modello, versione, matricola ove presente, estremi del decreto Mit di approvazione o omologazione, collocazione chilometrica (qualora necessario) e direzione di marcia. Tutti i dati trasmessi sono automaticamente pubblicati e liberamente consultabili sul portale istituzionale del Ministero.
Multe nulle per apparecchi non registrati
Il Codacons ricorda che Comuni, enti locali e forze dell’ordine che non hanno comunicato i dati sulla piattaforma dovranno spegnere gli apparecchi a partire da oggi, 29 novembre, pena la nullità delle multe elevate. Un tesoretto quello degli apparecchi di rilevazione automatica della velocità che, solo nelle principali 20 città italiane, ha portato complessivamente nelle casse delle amministrazioni locali ben 203 milioni di euro a titolo di multe elevate agli automobilisti nel triennio 2022-2024.
Il decreto ministeriale
Il D.M. n. 367 dello scorso 29 settembre ha reso finalmente operativa la piattaforma telematica attraverso la quale enti locali e forze dell’ordine dovevano comunicare tutti i dettagli circa gli apparecchi di rilevazione della velocità: localizzazione, conformità, modello e omologazione degli autovelox. Un obbligo per le amministrazioni locali che avevano 60 giorni di tempo per comunicare al Mit le informazioni richieste. Lo stesso decreto pubblicato sul sito del Ministero specifica infatti che «la comunicazione dei dati relativi ai dispositivi o sistemi di cui al comma 1 da parte delle amministrazioni e degli enti competenti è condizione necessaria per il legittimo utilizzo dei dispositivi».
Il problema dell’omologazione
Il Codacons ricorda che rimane ancora in piedi il problema dell’omologazione: il caos autovelox dura oramai da 20 mesi, da quando cioè la Cassazione ad aprile 2024 ha stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati – ricorda l’associazione –. Oggi quasi il 60% degli autovelox fissi e oltre il 67% di quelli mobili, oltre a non essere omologato, è stato approvato prima del 2017, data che fa da spartiacque in tema di omologazione e possibile utilizzo degli apparecchi, con conseguente valanga di ricorsi da parte degli automobilisti multati.
