Oltre 10mila pasti al giorno per le mense scolastiche: ecco il nuovo Centro di Modena
Inaugurata la struttura in via Focà, moderna e tecnologicamente avanzata, frutto di un partenariato pubblico-privato tra Comune di Modena e Modena Food Service, la società di progetto costituita da Cirfood e Ing. Ferrari: investimento di 11,3 milioni di euro
MODENA. Una superficie di circa 2.700 metri quadri, una potenziale capacità produttiva di oltre 10 mila pasti al giorno, un investimento pari a 11,3 milioni di euro. Il nuovo Centro pasti di Modena in via Giuseppe Fucà, già attivo dall’inizio dell’anno scolastico, è stato inaugurato questa mattina – 29 novembre – alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti e di altre figure istituzionali.
La struttura a servizio delle scuole
Le cifre descrivono solo una piccolissima parte di una realtà che merita di essere raccontata per l’innovazione, la cura dedicata ai bisogni alimentari, l’attenzione alla sostenibilità e all’efficienza energetica, la qualità dei prodotti e del servizio. Ogni giorno di lavoro, in sole tre ore, la materia prima viene trasformata in prodotto finito, consegnato subito dopo alle scuole modenesi. «Il Comune continua ad investire sulle politiche educative. Una partnership virtuosa tra pubblico e privato ha consentito di recuperare questo spazio con una prospettiva futura», ha spiegato Mezzetti, in riferimento al partenariato pubblico-privato tra Comune di Modena e Modena Food Service, la società di progetto costituita da Cirfood e Ing. Ferrari.
Attenzione all’ambiente e al risparmio
La struttura, moderna e tecnologicamente avanzata, è un fiore all’occhiello per l’impiego di fonti rinnovabili e l’ottimizzazione dei costi. Un impianto fotovoltaico risponde almeno al 30 per cento del fabbisogno energetico complessivo, mentre un sistema di regolazione e controllo da remoto consente il monitoraggio dei consumi. Oli esausti e rifiuti organici vengono destinati a impianti che li possano sfruttare per altri scopi. Ma le scelte fatte in un’ottica circolare non sono finite. Una rilevante novità riguarda l’imballaggio utilizzato per la distribuzione dei pasti. «Si è passati da un confezionamento in materiale a perdere a uno in vasche lavabili in acciaio, che rientrano tutti i giorni presso il Centro e vengono sanificate», ha raccontato il responsabile di servizio Francesco Giuricin. Per il breve tempo del trasporto, le vaschette viaggiano all’interno di «contenitori isotermici, nei quali viene immesso vapore caldo nel caso in cui il pasto debba rimanere tale. In caso contrario, è aggiunta una piastra eutettica in grado di garantire la refrigerazione». Le attrezzature di cui la struttura è dotata non puntano solo ad aumentare la produttività, ma sgravano quotidianamente gli operatori di alcuni procedimenti, come battere le fettine di carne, realizzare la panatura, tagliare i cespi di insalata e lavarli. «Una macchina si occupa del lavaggio dei padelloni, che richiedevano un passaggio manuale prima di essere messi in lavastoviglie».
I menù per le scuole e il frutteto didattico
«Le materie prime sono prevalentemente locali e biologiche. Valorizziamo i prodotti Dop e Igp», ha aggiunto Chiara Nasi, presidente di Cirfood. Su circa 8.500 pasti, oltre 500 sono diete personalizzate per allergie, intolleranze o altri motivi, come difficoltà legate alla deglutizione o alla masticazione.
All’esterno dell’edificio, inoltre, è stato realizzato «un “frutteto didattico” per le attività educative. Ci sono già delle collaborazioni con Last Minute Market per ridurre gli eventuali sprechi e con Libera Terra per promuovere la legalità e valorizzare l'etica del cibo».
