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In tribunale

Omicidio Salvatore Legari, Oliva a processo: «L’ha ucciso e ha nascosto il corpo»

di Daniele Montanari
Omicidio Salvatore Legari, Oliva a processo: «L’ha ucciso e ha nascosto il corpo»

Il 39enne sassolese comparirà il 23 gennaio davanti alla Corte d’assise

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MODENA. Va a processo con l’accusa pesantissima di omicidio volontario e occultamento di cadavere Alex Oliva, l’idraulico 39enne di Sassuolo accusato della morte di Salvatore Legari, e in carcere per questo.

L’immagine contestata

L’imprenditore edile 54enne, che viveva a Modena, è scomparso il 13 luglio 2023. Per la Procura, Oliva lo avrebbe ucciso durante una lite su un credito di circa 16mila euro che Legari vantava per lavori fatti nella sua villa di Lesignana. La “regina delle prove”, secondo le indagini, è l’immagine che ritrae il furgone di Legari nel tragitto tra Lesignana e Sassuolo guidato da un uomo che aveva la stessa maglietta di Legari ma che secondo le analisi effettuate dai carabinieri ha le fattezze di Oliva. Analisi che sono fatte elaborando il frame preso dalle immagini di videosorveglianza, sgranato, con l’intelligenza artificiale.

La difesa di Oliva (avvocati Edoardo Salsi e Luca Brezigar) nella scorsa udienza, sollevando perplessità sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in sede di prova, aveva chiesto un incidente probatorio per analizzare già in fase preliminare questa immagine in contraddittorio con una propria consulenza foto antropometrica. Ma aveva sollevato anche un’altra questione relativa alla tempestività dell’iscrizione di Oliva nel registro degli indagati.

L’udienza

Venerdì la nuova udienza si è aperta col rigetto di entrambe le istanze. A quel punto la difesa ha chiesto il rito abbreviato, subordinandolo sempre a un confronto tecnico, già in questa fase, su quell’immagine. Anche questa richiesta è stata respinta: il giudice ha quindi rinviato a giudizio Oliva davanti alla Corte d’assise, con inizio del processo fissato per il 23 gennaio alle 9.30.

Soddisfatto dell’esito in primis Nicolas Legari, figlio della vittima: «Siamo contenti che il giudice la pensi come noi sugli elementi che sono stati raccolti nelle indagini – sottolinea – adesso vediamo cosa emerge a processo». Sulla stessa linea l’avvocato Corina Torraco, costituita parte civile per la sorella Floriana Legari, e presente anche in rappresentanza delle altre parti civili della famiglia. «Le richieste mosse dalla difesa mi sono parse pretestuose – commenta – mancava il requisito per stabilire un incidente probatorio, che è la necessità di non poter differire la prova. Peraltro la consulenza foto antropometrica è stata depositata ancor prima della richiesta di rinvio a giudizio. Se all’epoca la difesa non ha avuto nulla da eccepire in merito, non si comprende come possa eccepire adesso in sede di udienza preliminare, che peraltro per la sua funzione non si pone in linea con questa richiesta».

La difesa
«Abbiamo chiesto l’incidente probatorio in relazione a una questione tecnica che secondo noi è importantissima – osserva l’avvocato Brezigar – prendiamo atto che per il giudice non è così. Io credo invece che sia una questione molto sindacabile. Continuiamo a ritenere fondamentale l’esame che abbiamo chiesto: ne riparleremo a dibattimento».

«La volontà di questa difesa è la ricerca oggettiva della verità – ha rimarcato l’avvocato Salsi – il nostro assistito è completamente estraneo ai fatti, e lo abbiamo detto dall’inizio. Abbiamo provato già in questa fase a mettere in discussione la prova principale su cui si fonda l’accusa e la sua permanenza in carcere. Lo rifaremo a processo».