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La protesta

Sciopero generale Cgil, in migliaia in corteo a Modena: le voci dei partecipanti

di Paola Ducci

	La manifestazione della Cgil negli scatti di Luigi Esposito
La manifestazione della Cgil negli scatti di Luigi Esposito

La manifestazione partita dal Policlinico con conclusione in largo Sant’Agostino, attraversando la via Emilia, per protestare contro la manovra del Governo «che non dà risposte a lavoratori e pensionati»

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MODENA. È stata grande la partecipazione alla manifestazione modenese per lo sciopero generale Cgil di venerdì 12 dicembre. Il sindacato ha indetto una giornata di astensione del lavoro in tutta Italia «per cambiare una Legge di Bilancio che riteniamo ingiusta e sbagliata», ha affermato il segretario Cgil Modena Alessandro De Nicola, in prima linea nel lungo corteo che ha paralizzato per qualche ora alcune parti della via Emilia (est e centro) e che si è snodato dal Policlinico fino in largo Sant’Agostino, attraversando il centro città.

Il corteo dal Policlinico a largo Sant’Agostino

Alla manifestazione modenese hanno partecipato migliaia di persone tra lavoratori, pensionati, studenti e cittadini – 10mila per gli organizzatori, 5mila per la Questura –in concomitanza con altre manifestazioni in tante città italiane. Nel lunghissimo biscione colorato di rosso erano infatti presenti lavoratori appartenenti a tutte le categorie sindacali e quindi ai diversi settori lavorativi. In prima linea i lavoratori della scuola e della sanità. «Questa legge di bilancio punta tutto sul riarmo penalizzando tutto il welfare – afferma il medico, consigliere regionale Avs Paolo Trande, in corteo con i lavoratori della sanità – una scelta politica precisa e scellerata che blocca gli investimenti in settori come sanità e istruzione, con la conseguenza che le liste di attesa si allungano e le persone, ormai non è più una novità, rinunciano a curarsi».

«Chiediamo al Governo un cambiamento di rotta – ha affermato il segretario De Nicola dal palco di Sant’Agostino – per aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione, servizi pubblici, contrastare la precarietà, per vere politiche industriali e del terziario, e una riforma fiscale equa e progressiva».

Dal palco ha parlato anche il rappresentante del sindacato inquilini Sunia portando una riflessione sul caro affitti a Modena, sul fenomeno speculativo delle camere in affitto e delle difficoltà per i giovani a cercare alloggi a prezzi accessibili, rimarcando anche l'aumento degli sfratti e la carenza di alloggi pubblici.

Chi ha aderito allo sciopero

La Cgil riferisce che l’adesione allo sciopero nel modenese si attesta mediamente sul 60% dopo che la legge Finanziaria è stata illustrata nelle ultime tre settimane in oltre 1.000 assemblee nei luoghi di lavoro e fra le leghe dei pensionati. Anche lo Spi Cgil, si era infatti mobilitato nel mese di novembre con l’iniziativa “La lotta non ha età” con gazebo nei principali comuni del modenese per sensibilizzare sulle ragioni dello sciopero. «Questa mattina siamo in corteo perché vogliamo rivendicare i nostri diritti di pensionati che questo governo ci sta togliendo – afferma la pensionata Michela Ranieri –. In un anno le nostre pensioni perderanno molto potere d’acquisto e questo metterà in grande difficoltà moltissime persone anziane che già vivono in solitudine e sempre più in povertà». La larga adesione dello sciopero ha visto intere aziende chiudere le porte (o quasi) per l’intera giornata. Nelle costruzioni, chiuso il centro servizi Cmb Carpi con adesioni al 100% e 20% negli uffici, 100% di adesioni in Diana Srl, 75% in Edil Chiarelli e 50% in Safim Costruzioni, Lbs 100%.

Forte adesione, anche fino al 70%, nel settore dei salumifici e dell’agroalimentare in generale. «Uno dei maggiori problemi del nostro settore è quello dei lavoratori interinali o delle cooperative che appaltano interi settori di produzione – racconta Stefania Gibertini, Rsu del Salumificio Granterre – Questo sistema deve terminare, alimenta la precarietà e il salario al ribasso. Abbiamo colleghi che si sono trasferiti dal sud con la famiglia e per il loro impegno si meritano di essere assunti dopo due rinnovi di contratto da interinali. Purtroppo però questo non è mai scontato».

Adesioni diffuse anche fra i lavoratori delle agenzie interinali in missione presso le aziende della provincia. Chiusi gli uffici Tributi e Anagrafe di Nonantola, chiuse le biblioteche comunali di Nonantola e Vignola. Chiusi tutti i centri disabili diurni gestiti da Gulliver a Modena e provincia. Chiusi anche la maggior parte dei nidi della città e della provincia così come molte scuole dell’infanzia, le scuole elementari Graziosi di Modena e gli istituti superiori Meucci e Vallauri di Carpi. Ferme infine anche le sale “day surgery” dell’ospedale di Baggiovara mentre in interi reparti degli ospedali di Mirandola e del Policlinico di Modena gli addetti sono stati per gran parte della giornata sotto i minimi essenziali (per la grave carenza di personale infermieristico e Oss): «Ciò ribadisce le ragioni dello sciopero – hanno detto i tanti sanitari in corteo – che rivendica più risorse e personale per la sanità pubblica, anche a tutela del diritto alla salute».

L’attacco di Negrini (Fratelli d’Italia)

Nella giornata di sciopero generale non sono mancate le polemiche per i disagi che ha avuto la viabilità durante le ore di manifestazione. «Questa mattina, casualmente un venerdì, la Cgil è tornata a scioperare e a manifestare, con un corteo che ha attraversato via Emilia Est e che, ancora una volta, ha finito per paralizzare una parte importante della viabilità cittadina – ha commentato il capogruppo di Fratelli d’Italia, Luca Negrini – Il solito sciopero ideologico che poco ha a che vedere con la tutela dei lavoratori e molto con la propaganda politica. Un altro venerdì con strade bloccate, disagi per chi deve recarsi al lavoro e difficoltà per chi deve raggiungere servizi essenziali come gli ospedali»

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