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Il caso

Aggredito mentre butta la spazzatura: «Erano tre lupi, salvato dal mio cane»

di Mattia Vernelli

	Egidio Capponi con le braccia fasciate e il suo cane
Egidio Capponi con le braccia fasciate e il suo cane

Il racconto di Egidio Capponi, residente in via Coccola a Spilamberto: «Qui in campagna ce ne sono parecchi». Gli esperti dubbiosi: «I morsi non coincidono con le strategie di attacco dei lupi, che puntano dritti alla gola. È probabile che siano canidi»

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SPILAMBERTO. «Sono stato aggredito da tre lupi e sono salvo per miracolo: se il mio cane, un pastore maremmano, non fosse intervenuto per proteggermi, probabilmente non sarei qui a raccontare l’episodio». Egidio Capponi vive in via Coccola a Spilamberto. Lunedì sera era uscito di casa per buttare l’immondizia a pochi metri da casa.

Il racconto dell’aggressione

«Non li ho sentiti arrivare. Mi hanno colto di soppiatto quando ho raggiunto i cassonetti – spiega –. Stavo buttando la carta e la plastica quando un lupo mi ha buttato a terra. Istintivamente mi sono protetto con le mani. Ha tentato di sbranarmi, mi ha morso le braccia. È stato un momento terribile, ho temuto il peggio. Poi ha mollato la presa, uno dei miei tre pastori maremmani ha sentito gli schiamazzi ed è intervenuto per proteggermi. È stato la mia salvezza. Fortunatamente non avevo chiuso il cancello e lui è potuto uscire e ha attaccato il lupo». In via Coccola va quindi in scena un vero e proprio scontro: «Il mio cane è riuscito ad addentare al collo un lupo, poi l’ha mollato. I tre sono quindi scappati, e io sono rientrato in casa con il mio cane. Ero sanguinante, mia moglie ha provato a medicarmi poi siamo andati al pronto soccorso. Sono stato ricoverato, mi hanno messo dieci punti totali di sutura per le ferite a braccia, pancia e schiena, e dimesso con venti giorni di prognosi. Mi considero molto fortunato. Purtroppo non è la prima volta che vedo dei lupi in questa zona. Qui, nelle campagne spilambertesi, ce ne sono parecchi d’inverno».

Il parere degli esperti

Le modalità con cui è avvenuta l’aggressione, tuttavia, suscitano dubbi tra gli esperti: «I morsi sparsi nei vari punti del corpo non coincidono con le strategie di attacco del lupo – Mauro Ferri, esperto nazionale di fauna selvatica – che, animali o persone che siano, puntano dritti alla gola. Inoltre, difficilmente si avvicinano alle zone urbane e il fatto che fossero tre fa pensare più ad un attacco di cani. In casi simili, sarebbe utile che i sanitari, prima di medicare le ferite, documentassero fotograficamente ed eseguissero tamponi per poi confrontarsi con gli esperti per poter appurare chi sia l’aggressore». Anche l’esperto Aldo Magnoni, è dubbioso: «Nei loro attacchi, i lupi applicano quella che tecnicamente è chiamata “disattivazione funzionale” della preda che riceve morsicature decise e gravi nei punti necessari a immobilizzare il bersaglio. Le morsicature di un lupo causano lacerazioni profonde che richiederebbero interventi ben più complicati, un loro morso è in grado di staccare brandelli di carne», conclude.

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