Minaccia un coetaneo col machete per rapinarlo: 16enne in carcere
Insieme alla baby gang ha rapinato a Vignola un giovane per avere soldi e oggetti di valore. All’alba l’operazione dei carabinieri per arrestarlo
VIGNOLA. Si faceva forza con il suo gruppo alle spalle e minacciava, anche con un machete, un coetaneo, chiedendogli di dargli soldi e oggetti di valore. «Se non ce li dai finisce male».
Tutto accadeva a Vignola, nei pressi delle scuole superiori. Protagonista è un ragazzo di 16 anni, che insieme alla sua banda, formata da lui e altri quattro ragazzi minorenni, ha terrorizzato un coetaneo, spingendolo poi a denunciare. Da lì è partita una fitta indagine dei carabinieri della tenenza di Vignola, culminata con l’arresto all’alba nella casa dove il sedicenne abita con i genitori.
Cosa è successo
Tutto, come detto, ha avuto origine dalla denuncia presentata dalla vittima lo scorso dicembre: dopo i numerosi episodi subiti, il giovane ha svuotato il sacco, confessando ai militari quanto accadeva da tempo nei suoi confronti. Ovvero minacce, violente, una volta anche con l’uso di un machete, da parte della baby gang, di cui faceva parte anche il 16enne finito nel carcere minorile. Alla vittima chiedevano soldi, oggetti di valore. Lui, probabilmente per non subire ritorsioni, non diceva di no e stava alla regole del gruppo. Poi non ha più retto e ha reagito, raccontando tutto ai carabinieri di Vignola che hanno avviato l’indagine.
La nota dei carabinieri
«All’alba di oggi, 3 dicembre, – si legge in una nota diffusa dai militari – i carabinieri della tenenza di Vignola hanno trovato, presso la propria casa familiare in un comune della Valle Panaro, un minore destinatario di ordinanza di custodia cautelare presso il carcere minorile, richiesta dalla procura presso il Tribunale per i Minorenni dell’Emilia-Romagna ed emessa dal giudice per le Indagini preliminari, a seguito di gravi episodi. Secondo quanto ricostruito, il giovane indagato, insieme ad altri coetanei, avrebbe costretto la vittima alla consegna, in più occasioni, di oggetti e somme di denaro, anche mediante l’uso della forza e, in un episodio, con la minaccia di un machete. Tutto sarebbero avvenuto vicino a una scuola e in centro città. Alla luce della gravità dei fatti e della loro ripetizione si è resa necessaria la custodia in carcere nei confronti del 16enne». Un evento che riaccende i fari sul tema delle baby gang, della microcriminalità e della violenza minorile. Una delle nuove sfide di questi tempi che richiede uno sforzo corale, dalle scuole alle famiglie, passando ovviamente per le forze dell’ordine.
