I venezuelani pavullesi tra gioia e timori: «Evitare una deriva di violenza»
Tutti soddisfatti per la caduta del dittatore Maduro, «ma restano i suoi pericolosi seguaci»
PAVULLO. A Pavullo c’è la più ampia comunità italo-venezuelana della provincia, di più di 200 persone. Qui è presente anche l’associazione Venezuela Viva che è probabilmente la più strutturata a livello regionale. Tanti avevano preso parte alla simbolica protesta in piazza San Bartolomeo nell’agosto 2024 contro il colpo di mano con cui Maduro aveva negato la vittoria elettorale a Edmundo González.
Tutti stanno vivendo con grande partecipazione gli eventi nel Paese d’origine, tra sentimenti di gioia ma anche di preoccupazione per la gestione ora della transizione post Maduro.
Angela Arboresi
Angela Arboresi è una figura di primo piano nella comunità pavullese: è presidente del Consiglio comunale.
«Maduro ha rubato le elezioni del 2024 – sottolinea – ci sono le prove. Si sapeva da molti anni che la dittatura tramite il narcotraffico sosteneva il terrorismo: Trump ora l’ha dichiarato pubblicamente e ha deciso di prelevare un usurpatore, terrorista e nemico degli Usa. Siamo soddisfatti per questo, e lo è il popolo venezuelano, stremato da un’inflazione drammatica. Non vedevano l’ora che Maduro andasse via. I seguaci di Maduro hanno fatto appelli alla mobilitazione in strada, ma non c’è stata. C’è preoccupazione però per quello che potrebbero fare contro il popolo. Al momento, io però non credo ci sia il pericolo di cadere in una guerra civile. Le guerre civili accadono quando ci sono ideologie politiche contrapposte, ma in Venezuela non è così: il popolo chiede solo la libertà, per poter lavorare, crescere i propri figli e vivere in pace. Prima delle dittature, il Venezuela è sempre stato questo».
Valter Casolari
Valter Casolari è uno storico esponente della comunità venezuelana: «Sono in Italia dal 1986 – ricorda – sono antifascista, ho una sensibilità socialista e in Venezuela mi riconosco nel partito Acción Democrática en Resistencia, che fa opposizione vera. Maduro nel 2024 invece di accettare la sconfitta ha fatto politica del terrore, arrestando 2mila persone in 3 mesi. Tantissimi sono ancora in prigione, tra cui un mio caro amico. Sono contento che Maduro sia caduto, ma al tempo stesso mi preoccupa molto quello che può accadere. Temo che l’opposizione trumpiana ora attui una persecuzione politica inversa, con una caccia alle streghe inaccettabile. Io sono anti-chavista, ma so che il chavismo, che piaccia o no, non si può cancellare dal Venezuela con un colpo di spugna. Ci vuole lo spirito che ebbe Togliatti in Italia nel ’48 dopo l’attentato, quando disse di non usare violenza contro i fascisti, ed evitò la deriva».
Odilia Quattrini
Odilia Quattrini è la presidente di Venezuela Viva: «Sono ovviamente felice per la caduta di Maduro, ma allo stesso tempo cauta. Finché non verranno presi i suoi seguaci più pericolosi, e ce ne sono di pericolosissimi, non possiamo gioire davvero. Se prendesse il potere una di queste persone, potrebbe essere anche peggio di prima per il Venezuela. Sono in contatto con persone spaventatissime dalla presenza di gruppi paramilitari, i colectivos, mandati in strada per intimorire le persone, armati fino ai denti e pronti a far fronte a un quadro di guerriglia. La gente non può uscire dalle case quando ci sono loro. Sapevamo che ci sarebbe stato questo blitz di Trump: alte personalità politiche venezuelane tramite dei tweet nei giorni scorsi avevano detto che il tempo di Maduro era finito. Lo sapeva anche il popolo. Ma nessuno sa davvero cosa accadrà adesso».
