Papà uccide la figlia a martellate in casa: l’89enne trasferito in carcere
Tragedia nel pomeriggio del 4 gennaio in via per Formigine a Castelnuovo: la vittima è Monica Canepari, 63 anni, uccisa dal padre Eros, 89enne, in cura in un centro di salute mentale: è stato trasferito presso il carcere di Sant’Anna oggi, 5 gennaio. Lo scorso settembre i carabinieri avevano ritirato all’uomo una pistola dopo un altro grave episodio
CASTLENUOVO. E’ stato trasferito presso il carcere di Sant’Anna Eros Canepari, 89 anni, l’uomo che ieri pomeriggio – 4 gennaio – ha ucciso sua figlia Monica in casa a martellate. In casa, in quel momento, si trovava anche l’anziana madre di Monica e moglie di Eros – 87enne – non coinvolta nella dinamica dei fatti ma successivamente trasportata in ospedale a Baggiovara per controlli precauzionali. Mentre Eros Canepari, è stato trasferito oggi – 5 gennaio – presso il carcere di Sant’Anna. L’89enne è stato arrestato «nella quasi flagranza del delitto di omicidio volontario aggravato in pregiudizio della di lui figlia convivente, di 63 anni, che aveva ripetutamente colpito con un martello al capo ed al corpo, causandole gravissime lesioni mortali».
Il delitto davanti all’ingresso
La dinamica e il movente del delitto, che dai primi riscontri sarebbe stato commesso con un corpo contundente davanti all’ingresso di casa, sono ancora da chiarire. Il fatto è avvenuto in un appartamento al piano terra di una palazzina in via per Formigine, al civico 43. Si tratta di una zona vicino all’area artigianale del paese, all’incrocio con via Montanara. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Sassuolo e la polizia scientifica, un’ambulanza del 118 e un’automedica. Il pubblico ministero ha immediatamente assunto la direzione delle indagini, in occasione del sopralluogo effettuato nell’abitazione. «Dai preliminari accertamenti – spiega il procuratore capo Luca Masini – è emerso che l’arrestato era da diverso tempo in cura presso un centro di salute mentale del circondario e che, nel settembre scorso, era già stato destinatario di un intervento da parte dei carabinieri della Stazione di Castelnuovo Rangone che avevano proceduto al ritiro cautelativo, a causa del suo stato mentale, di una pistola legalmente detenuta». Un ritiro, secondo quanto trapela, che aveva avuto origine da un altro grave episodio di minacce dell’uomo nei confronti della figlia.
Le parole del sindaco
In un post pubblicato su Facebook, il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi ha espresso il proprio dolore per la tragedia: «Oggi pomeriggio la nostra comunità è stata sconvolta da un dramma familiare che ci lascia profondamente scossi e senza parole. Come sindaco e a nome dell’amministrazione comunale, esprimo il più sincero e profondo cordoglio a tutti i familiari e cari colpiti da questa tragedia. Di fronte a un dolore così grande, ogni parola risulta insufficiente. È il momento del rispetto, del silenzio e del raccoglimento. Invito tutta la comunità di Castelnuovo Rangone a unirsi in un pensiero di cordoglio, mostrando vicinanza e umanità in un momento di lutto che riguarda tutti noi».
