Effetto accise sui prezzi dei carburanti: benzina in discesa, ora il gasolio è più caro
Verde ai minimi da fine 2022, mentre il costo alla pompa del diesel cresce: è il frutto della misura voluta dal Governo, inserita nella Legge di Bilancio 2026 e attuata tramite il decreto Milleproroghe
MODENA. Effetto accise sui prezzi dei carburanti, con il diesel che supera la benzina scesa, a livello medio, ai minimi da fine 2022. Con il passare dei giorni è diventato infatti progressivamente più evidente l’impatto sui prezzi medi praticati alla pompa del taglio dell’accisa di 4,05 centesimi di euro al litro sulla benzina e del corrispondente aumento di quella sul diesel a partire dal 1° gennaio 2026, il provvedimento inserito dal Governo nella Legge di Bilancio e auttato tramite il decreto Milleproroghe al fine di parificare le due imposte. Considerando l’Iva, la variazione della componente fiscale è pari a circa 5 centesimi al litro.
I prezzi
Nel dettaglio, in base all’elaborazione di Quotidiano Energia dei dati comunicati dai gestori all’Osservaprezzi del Mimit aggiornati alle 8 del 6 gennaio, il prezzo medio nazionale praticato della benzina in modalità self è 1, 646 euro/litro (1, 673 la rilevazione al 1° gennaio, l’ultima segnalata da QE) , con le compagnie tra 1,622 e 1,665 euro/litro (no logo 1,651) . Il prezzo medio praticato del diesel self è 1,671 euro/litro (rispetto a 1,647) , con i diversi marchi tra 1,663 e 1,689 euro/litro (no logo 1,657). Era dal 9 febbraio 2023 che il diesel, a livello medio nazionale, non costava più della benzina. Venendo ai dati del servito, per la benzina il prezzo medio praticato è 1,797 euro/litro (1,827 il dato del 1° gennaio), con gli impianti colorati con prezzi tra 1,716 e 1,863 euro/litro (no logo 1,713). La media del diesel servito è 1,811 euro/litro (contro 1,783), con i punti vendita delle compagnie con prezzi medi compresi tra 1,747 e 1,891 euro/litro (no logo 1,714). I prezzi medi praticati del Gpl sono tra 0,692 e 0,722 euro/litro (no logo 0,683).
I calcoli
Il Mimit rivendica come «l’azione di monitoraggio e controllo ha contribuito a evitare distorsioni di mercato, smentendo le previsioni secondo cui il riallineamento delle accise avrebbe determinato un aumento del prezzo della benzina nonostante la riduzione fiscale prevista. In questa direzione, la collaborazione della rete distributiva si è dimostrata fondamentale, garantendo una corretta e graduale applicazione della misura». L’Unione nazionale consumatori fa i calcoli degli effetti per gli automobilisti: «Facendo una media aritmetica semplice tra i prezzi medi regionali, la benzina è scesa di 3,5 centesimi, ossia si risparmia 1 euro e 73 centesimi a rifornimento, il gasolio è salito di 3,1 centesimi al litro, pari a un costo aggiuntivo di 1,53 euro per un pieno», però «in 4 regioni, Lazio, Sicilia, Puglia e Toscana, il divario tra la discesa della benzina e l’incremento del gasolio è a discapito degli automobilisti».
