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La paura

Fuga di gas in palestra, 25 atlete in ospedale intossicate: «Tutte salve, ma che spavento»

di Lara Lugli

	Giorgia Cambi
Giorgia Cambi

La pallavolista di Nonantola Giorgia Cambi racconta quanto vissuto da lei e dalle sue compagne della Persicetana Volley lunedì 5 gennaio nella palestra Romagnoli di San Giovanni in Persiceto a causa di un malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento: tre ragazze trattate in camera iperbarica

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NONANTOLA. «Nessuno di noi immaginava un pericolo simile». La pallavolista nonantolana Giorgia Cambi ha iniziato l’anno con un grande spavento. L’ex pallavolista dell’As Corlo veste oggi i colori della Persicetana Volley. Lunedì 5 gennaio la squadra si è ritrovata alla palestra Romagnoli di San Giovanni in Persiceto per il primo allenamento del 2026 in vista delle prossime gare del girone E di Serie B2 femminile. Un malfunzionamento dell’impianto di riscaldamento ha provocato una fuga di monossido di carbonio, causando l’intossicazione di atlete e membri dello staff. In tutto, 25 persone tra atlete e membri dello staff sono state coinvolte (anche una parte della squadra Under 13 che si era allenata nelle ore precedenti).

La fuga di gas

Alcune giocatrici hanno iniziato ad accusare malori nel corso della seduta: capogiri, nausea, senso di svenimento. La società ha immediatamente allertato i vigili del fuoco, giunti sul posto in pochi minuti insieme ai sanitari del 118. Dopo le prime verifiche, è emersa la presenza di monossido di carbonio all’interno della palestra e si è resa necessaria l’evacuazione immediata dell’impianto. In totale sono state coinvolte venticinque persone tra atlete e allenatori, compresa una parte della squadra Under 13 che si era allenata nelle ore precedenti. Tutti sono stati accompagnati negli ospedali della zona per accertamenti e ossigenoterapia: la maggior parte al pronto soccorso di San Giovanni in Persiceto, altri a Bentivoglio, Bazzano e Baggiovara. Tre atlete hanno effettuato un trattamento in camera iperbarica a Ravenna. Nessuno è stato ricoverato, ma l’intero gruppo ha trascorso la notte in osservazione, con maschera d’ossigeno. Tra le giocatrici coinvolte c’è anche la pallavolista nonantolana, che racconta in prima persona quanto accaduto.

La testimonianza

«Quando siamo entrate in palestra si sentiva chiaramente odore di gas. Era forte, impossibile non notarlo, tanto che lo abbiamo subito segnalato al dirigente – spiega Cambi– Però non pensavamo minimamente al monossido di carbonio». L’allenamento è comunque iniziato, mentre sono partite le prime verifiche. Dopo poco la situazione è precipitata. «Due nostre compagne hanno cominciato a stare male: giramenti di testa, nausea, tremori. All’inizio pensavamo fosse lo sforzo o il rientro dopo la pausa. Nessuna di noi immaginava un pericolo simile». L’arrivo dei vigili del fuoco ha cambiato completamente il quadro. «Quando ci hanno detto che c’era monossido di carbonio e che lo avevamo inalato, lì ci siamo davvero spaventate. Ci hanno detto subito di non muoverci e di aspettare i soccorsi». Le atlete sono state sottoposte ai primi controlli direttamente fuori dalla palestra, poi trasferite negli ospedali della zona. «Nessuna poteva guidare – spiega Cambi – perché i sintomi possono comparire anche dopo. Ci hanno spiegato tutto e ci hanno portate al pronto soccorso di San Giovanni in Persiceto. Abbiamo passato la notte in osservazione con la maschera dell’ossigeno. Io sto bene, sono tra quelle più fortunate, ma alcune mie compagne hanno ancora strascichi».

Le conseguenze

Il monossido di carbonio è un gas inodore e invisibile, particolarmente insidioso proprio perché spesso non viene percepito. Se inalato, può non provocare effetti immediati: i sintomi possono comparire anche ore dopo l’esposizione, quando il gas ha già compromesso la capacità del sangue di trasportare ossigeno. Pertanto, l’intossicazione può risultare estremamente pericolosa e, nei casi più gravi, letale. L’intervento tempestivo dei soccorsi e la professionalità del personale medico e paramedico hanno permesso che l’episodio si risolvesse senza conseguenze irreversibili. La società ha espresso profonda gratitudine a tutti gli operatori coinvolti per competenza, dedizione ed empatia. La palestra resterà chiusa per le verifiche sull’impianto di riscaldamento. L’attività della squadra subirà uno stop di almeno una settimana: i medici hanno imposto riposo assoluto, poiché gli effetti del monossido possono manifestarsi anche a distanza di giorni. Resta la paura per l’accaduto, ma anche la consapevolezza di aver evitato il peggio.

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