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Supermercati aperti la domenica, si riapre il dibattito: «Vanno chiusi»


	Supermercati, si riapre il dibattito sulle aperture domenicali
Supermercati, si riapre il dibattito sulle aperture domenicali

La proposta di Ernesto delle Rive, presidente di Ancc Coop, rilancia il tema. La Filcams Cgil si dice pronta al confronto: «Il problema dei festivi è grave, ma si affronti il tema a livello strutturale e al primo posto ci sia la tutela dei lavoratori, non il taglio dei costi»

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MODENA. La proposta di ridurre le aperture dei supermercati a sei giorni, ipotizzando la chiusura domenicale, torna al centro del dibattito nazionale e locale. A rilanciare il tema è stato Ernesto Delle Rive, presidente di Ancc Coop, dalle pagine del Sole 24 Ore, sottolineando la necessità di un confronto serio all’interno della grande distribuzione. Un’idea che, se attuata, segnerebbe una svolta rispetto alle liberalizzazioni introdotte dal Governo Monti nel 2010 con il decreto “Salva Italia”, che aprì la strada alle aperture festive e domenicali.

Cgil: «Tutelare i lavoratori»

La Filcams Cgil di Modena accoglie con interesse queste dichiarazioni, ricordando come il sindacato si sia sempre opposto alle aperture indiscriminate, evidenziando che non hanno portato né a un aumento delle vendite né a nuove assunzioni, ma solo a un peggioramento delle condizioni di lavoro. «Buona parte dei lavoratori del commercio ha sempre mal sopportato il lavoro domenicale e festivo – spiega Alessandro Santini, segretario Filcams Cgil Modena – perché mina il benessere e la conciliazione tra vita e lavoro. Accogliamo con favore che la cooperazione apra questa riflessione, anche se il punto di partenza sembra essere il taglio dei costi più che la dignità del lavoro».

Uno sguardo a 360 gradi

Il sindacato chiede che il confronto non si limiti a ragioni economiche, ma affronti il tema in modo strutturale: «Non possiamo discutere di chiusure solo ora che i ricavi calano, per poi tornare alle vecchie logiche appena la crisi sarà superata. Serve un’idea di commercio e di società che non viva di consumi nei giorni di festa», aggiunge Santini. Il tema è complesso e tocca anche le differenze territoriali, legate alla vocazione turistica. Ma la Filcams Cgil rilancia il coinvolgimento delle istituzioni locali per riaprire tavoli di regolamentazione saltati ai tempi delle liberalizzazioni. «In questi anni – osserva Cinzia Pinton, della segreteria Filcams Cgil Modena – abbiamo assistito a un turnover impressionante e a una fuga dal settore, esplosa soprattutto dopo il Covid. Uno dei motivi è proprio la flessibilità estrema degli orari e le condizioni di lavoro». Il sindacato avverte: la chiusura domenicale non deve tradursi in nuove penalizzazioni, come l’estensione delle aperture serali. E ricorda che il problema non riguarda solo i festivi: «Molti lavoratori sono intrappolati in part-time involontari e orari variabili comunicati all’ultimo momento, che rendono impossibile organizzare la vita privata. È uno dei motivi per cui il personale è sempre più difficile da reperire», conclude Pinton. La Filcams Cgil è pronta a discutere di chiusure domenicali, ma chiede un cambiamento vero: più ore per i part-time, meno flessibilità selvaggia e rispetto dei tempi di vita. «Il problema dei festivi è grave, ma è tutto il sistema che comprime diritti e tempo libero», ribadisce il sindacato. La sfida, ora, è trasformare le dichiarazioni in azioni concrete.