Vetrine spente e cartelli “Affittasi”: chiusi quattro negozi in zona Sant’Agostino in poche settimane
Iniziano i saldi, ma è morìa dell’abbigliamento sulla via Emilia: pesano affitti e l’online. Quattro negozi chiusi in poche settimane, l’allarme di Confesercenti
MODENA. Camminiamo per la via Emilia e ci rendiamo conto che è vuota. Dovrebbe pullulare di persone: saldi già lanciati, offerte lanciate altre in arrivo... E invece no.
I negozi chiusi di recente
Sono tante le vetrine che non gridano sconti, non invitano a entrare. Ma espongono quasi tutte la stessa parola, fredda e luminosa: “affittasi”. La urlano cartelli al neon, grandi, accesi, di giorno e di notte. Accesi sicuramente più delle insegne, che non ci sono più. Il colpo d’occhio diventa evidente quando arriviamo nella zona di Sant’Agostino. Qui, il vuoto non è episodico, è continuo. Serrande abbassate una accanto all’altra, spazi spenti che interrompono la sequenza dei negozi ancora aperti. Non serve un’analisi complicata: basta fermarsi e contare. E allora lo facciamo. Con l’inizio del nuovo anno, considerando solo le vetrine che affacciano sulla strada principale del centro, hanno chiuso quattro attività. L’ex Stella Zeta di fronte alla Benetton, che a sua volta è in fase di chiusura, (anche se destinata a essere sostituita da Terranova). Poco più avanti, sotto il portico, ha abbassato la saracinesca il negozio di abbigliamento Amelie, di fronte a Calzedonia, per intenderci. E poi altri due negozi di vestiti: uno da uomo e uno da donna, attaccati l’uno all’altro nella zona della via Emilia di Sant’Agostino, a pochi metri dalla libreria Giunti, chiusa già nel mese di luglio. A queste si aggiungono, sempre nella stessa zona, altre due vetrine vuote da tempo. L’ex Shana, negozio di abbigliamento per ragazze accanto alla pasticceria Solmi, è sfitto da oltre un anno. E di fronte, un locale che ospitava un centro estetico, trasferitosi dall’altro lato della strada e mai più rimpiazzato. In totale, fanno sette negozi sfitti che si affacciano direttamente sulla via Emilia. Sette, in un tratto centrale della città. Di cui quattro, lo ribadiamo, persi nel giro di poche settimane. Il dato è chiaro. E la concentrazione geografica non sembra casuale. Sant’Agostino appare il punto più fragile di un asse commerciale che, fino a pochi anni fa, era considerato solido. Qui, il ricambio non arriva, le chiusure si sommano, gli spazi restano vuoti. E l’unica cosa che si vede sono solo i cartelli coi numeri delle agenzie immobiliari in grassetto sulle vetrine. Uno dei fattori chiave è sicuramente il costo degli affitti.
L’allarme di Confesercenti
A confermarcelo è Daniele Cavazza, direttore di Confesercenti. «Quanto costa affittare un locale sulla via Emilia? Dipende molto dalla zona – spiega –. Il portico del Collegio arriva a 450-500 euro al metro quadro. Sant’Agostino è circa la metà». Una differenza netta, sì, ma che non basta evidentemente a rendere sostenibile un’attività indipendente in un contesto di margini sempre più ridotti. Non è un caso, sicuramente, nemmeno il fatto che la maggior parte delle chiusure in questione riguardi negozi di abbigliamento. È il settore più esposto alla concorrenza dell’online, ai cambiamenti rapidi dei consumi, alla compressione dei profitti. E c’è poi un elemento temporale che aiuta a leggere questa concentrazione di chiusure. Tra dicembre e gennaio il cambio è fisiologico: la maggior parte dei contratti di affitto commerciale è annuale e si rinnova a fine anno. È in quel momento che si fanno i conti, si valutano i margini, e si decide se andare avanti o fermarsi. Non è quindi un’esplosione improvvisa, ma l’emersione simultanea di scelte maturate nel corso dei mesi precedenti. Il 2025, per alcuni, si è semplicemente fermato lì. Insomma: la via Emilia, oggi, restituisce questa fotografia. Vetrine vuote, serrande abbassate e cartelli identici che si moltiplicano: sotto i portici, sui vetri, sugli annunci pubblicitari. Così, il commercio non scompare all’improvviso: si svuota, un locale alla volta. E mentre la strada resta aperta, la domanda rimane: chi può permettersi, oggi, di tenere aperto un negozio sulla via Emilia?
