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L’allarme

Aggressioni sui treni, la Cisl tuona: «Tornelli e Daspo per la sicurezza»

di Mattia Vernelli
Aggressioni sui treni, la Cisl tuona: «Tornelli e Daspo per la sicurezza»

L’intervento di Cosenza dopo l’uccisione del capotreno Ambrosio

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MODENA. «L’orario peggiore è dalle 18 in poi. Sul treno salgono gruppi di ragazzi che disturbano e creano disagi, a volte aggrediscono anche il personale di Trenitalia Tper». È Aldo Cosenza della Fit-Cisl a fare il quadro della situazione sulla linea Vignola-Bologna sul piano sicurezza.

«Denunciare? Meglio lasciare perdere»

«Il treno non è un mezzo pericoloso, ma purtroppo a volte si verificano episodi difficili, anche violenti. Il più grave - continua - è quello accaduto due anni fa: un addetto alla sicurezza è stato aggredito da un gruppo di giovani. Erano saliti con la musica a tutto volume, il collega ha semplicemente chiesto di fare meno confusione, uno di loro ha reagito sferrandogli un pugno. Poi ci sono le situazioni quotidiane che fanno meno rumore, ma che rendono la vita del personale difficile ed estenuante. Parliamo degli sputi, minacce, offese, maleducazione. Episodi che non vengono denunciati, ma che accadono quotidianamente sulla linea Vignola-Bologna. Quando un capotreno denuncia, il soggetto viene identificato ma poi non gli viene fatto nulla. Che senso ha, quindi, perdere tre ore per fare l’esposto? Tanto vale lasciare perdere». Un capotreno guadagna 2200-2300 euro al mese. Uno stipendio buono, anche se, come riferisce Cosenza, le aggressioni verbali ormai non si contano.

Chiesta più sicurezza dopo la tragedia di Bologna

Il tema sicurezza nelle stazioni è tornato alla ribalta dopo la tragedia accaduta a Bologna Centrale.

Il capotreno Alessandro Ambrosio è stato ucciso il 5 gennaio, il presunto assassino è Jelenic Marin, un 36enne di origine croata fermato due giorni dopo a Desenzano. Solo nel 2025 le aggressioni al personale di Trenitalia Tper sui treni regionali sono state 108. «Il problema - aggiunge Cosenza - come detto, è dalle 18 in poi: i gruppetti di ragazzini molesti si dirigono a Casalecchio, per raggiungere il centro commerciale Gran Reno, e creano disagi su tutta la linea, con riflessi anche sulle fermate modenesi, a Savignano e Vignola. Le persone sono impaurite, è un problema che va avanti ormai da anni. Le imprese ferroviarie, tra cui Trenitalia Tper, hanno messo in atto tante misure per cercare di arginare questo fenomeno in sinergia coi Comuni interessati, tra cui maggiori controlli dentro e fuori dai treni. Ma purtroppo è molto difficile».

Quindi, come fare? «Partiamo dai tornelli all’ingresso, che sicuramente non risolvono il problema alle stazioni, ma almeno quello sui treni. Escludere chi non ha il biglietto abbasserebbe drasticamente il numero degli episodi di violenza. Nelle aree delle stazioni, invece, bisogna attuare i protocolli nazionali, che prevedono tavoli congiunti di monitoraggio costante della situazione sicurezza, con numeri aggiornati sui reati, le date degli episodi violenti e la condivisione delle immagini degli aggressori. Il protocollo prevede inoltre l’allontanamento da una stazione per chi commette reati: una sorta di Daspo. Ricordiamo inoltre che all’interno delle stazioni esiste la “control room”, ovvero un sistema di controllo audiovisivo attraverso le telecamere. Uno strumento che deve essere implementato con pulsanti che lancino allarmi di sicurezza», conclude Cosenza.