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Il processo

Maxi truffa a Unimore: rimborsi spese falsi da 260mila euro, in 18 rischiano il processo

di Daniele Montanari
Maxi truffa a Unimore: rimborsi spese falsi da 260mila euro, in 18 rischiano il processo

A finire al centro delle indagini l’ex responsabile della gestione amministrativo-contabile del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche e altri 17 colleghi

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MODENA. In 18 rischiano il processo. Il pm infatti, Francesca Graziano, ha chiesto ieri, 13 gennaio, il rinvio a giudizio per tutti gli imputati nella vicenda della truffa a Unimore che ha visto finire al centro delle indagini l’ex responsabile della gestione amministrativo-contabile del dipartimento di Scienze chimiche e geologiche.

L’indagine

Lui, rimosso da tempo dall’incarico, deve rispondere delle accuse di peculato, falso e truffa. Secondo quanto emerso dalle indagini condotte dal Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Modena, in coordinamento con la Procura, avrebbe disposto indebiti pagamenti per circa 260mila euro dal 2013 al 2020. Potendo disporre dell’accesso al sistema gestionale e dei dispositivi di firma digitale, avrebbe falsamente attestato circa 750 mandati di pagamento con causali fittizie e spesso privi di documentazione giustificativa. Per esempio, in sede di disposizione dei bonifici, venivano riportate causali ritenute non veritiere come “pagamento fornitori”, “rimborso piccole spese”, “rimborso spese anticipate per materiali di consumo e varie”, riguardanti prestazioni mai rese o spese non realmente sostenute. Poi c’erano gli acquisti per nulla attinenti all’attività istituzionale dell’Università: carne, felpe e scarpe, ma anche la riparazione di un’auto privata. L’ex responsabile amministrativo del dipartimento avrebbe quindi indotto in errore la tesoreria universitaria sulla spettanza di tali emolumenti e determinato un ingiusto vantaggio patrimoniale a favore di sé stesso e di altri: addetti amministrativi, manutentori, docenti universitari, dottorandi, assegnisti di ricerca e altri risultati beneficiari degli indebiti pagamenti. Per loro le contestazioni sono diverse: non si parla di peculato ma soprattutto di truffa, in alcuni casi anche di falso. Al funzionario la Finanza a marzo 2025 ha sequestrato soldi e quote di due immobili in provincia di Modena e Foggia per la stessa cifra contestata, 260mila euro appunto. È stata la stessa università a far scattare l’indagine, con la sua denuncia. E in caso di processo, sarà parte civile.

L’udienza

Nell’udienza di ieri mattina la Procura davanti al giudice ha ribadito in toto il suo impianto accusatorio, chiedendo appunto il processo non solo per il funzionario, ma anche per gli altri 17 “beneficiari” dei pagamenti, ravvisando dunque responsabilità di illecito anche nei loro confronti. Gli avvocati difensori di tutti e 18 hanno chiesto invece il proscioglimento, con sentenza di non luogo a procedere per non aver commesso il fatto. La loro tesi, pur con diverse sfumature, è che non vi fu nessun illecito: i pagamenti sarebbero stati tutti dovuti a seguito di prestazioni erogate, e tutto risulterebbe tracciabile. Il giudice si è riservato alcuni giorni per valutare: la sentenza è attesa il 24 febbraio.