Gazzetta di Modena

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L’incontro

Emergenza sicurezza a Modena: le richieste dei presidenti dei 4 Quartieri

di Luca Gardinale
Emergenza sicurezza a Modena: le richieste dei presidenti dei 4 Quartieri

Audizione in Consiglio comunale. L’assessore Vittorio Ferraresi: «Presto una nuova sede in via Pasteur per la zona 4»

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MODENA. Dalla carenza di sale pubbliche alla viabilità. Ma è soprattutto la sicurezza al centro delle preoccupazioni dei presidenti dei 4 Quartieri cittadini, che ieri pomeriggio sono stati ascoltati dalla giunta in Consiglio comunale per raccontare le attività sul territorio e i problemi principali sollevati dai cittadini. A introdurre l’incontro è stato l’assessore ai Quartieri Vittorio Ferraresi: «Da quando ci siamo insediati - ha spiegato - abbiamo definito una serie di obiettivi primari, e il primo è sicuramente quello di dare maggiore visibilità ai Quartieri. Gli altri sono una maggiore condivisione e informazione, perché il Consiglio di quartiere è un filtro importante tra l’amministrazione e la cittadinanza». L’assessore ha quindi illustrato alcuni numeri: «Da gennaio 2025 - così Ferraresi - i Consigli sono stati 60, e in particolare sono stati 21 quelli ai quali hanno partecipato gli assessori della giunta». Tra gli altri dati, quello relativo alle sale civiche, che sono 8, che da luglio 2024 hanno portato a 1.615 richieste di noleggio. «E poi c’è una novità - ha aggiunto - perché il Quartiere 4 avrà una nuova sede, dal momento che quella attuale non è delle migliori. Così, per il 2026 abbiamo in progetto il trasferimento in via Pasteur 17, dove con un piccolo intervento creeremo uno spazio moderno e confortevole».

Il tema sicurezza

La parola è quindi passata ai presidenti, partendo da Simone Bonfanti (Centro storico), che ha illustrato il lavoro del Consiglio dopo l’istituzione di 4 commissioni. «Le persone che ci incontrano ci danno tanta importanza - ha detto - e forse... più di quella che abbiamo, perché noi spesso dobbiamo spiegare ai cittadini che non abbiamo un “portafogli”». Quindi, dopo aver chiesto alla giunta di «valorizzare la zona di via Sgarzeria vicino al polo EducatioNest, dove sarebbe opportuno individuare una zona di quiete, in cui non transitino le auto», il presidente Bonfanti ha toccato il tema sicurezza: «L’osservatorio lo abbiamo convocato, e ringrazio per questo l’assessora Camporota, è chiaro che sarà importante estendere inviti o pubblicizzare questi eventi per ascoltare le richieste del centro storico, dove non ci facciamo mancare nulla...». In particolare, Bonfanti ha parlato della zona Cittadella: «Dovremo fare un’assemblea di zona - ha aggiunto - perché la Cittadella ha delle peculiarità singolari, diverse dal centro, e anche lì sarà importante coinvolgere i cittadini nel migliore modo possibile, riconvocando l’osservatorio per la sicurezza, perché la gente ce lo chiede, ed è giusto affrontare certi temi e dire chiaramente quello che possiamo fare per risolvere i problemi». Sicurezza al centro anche dell’intervento di Giovanni Gobbi, presidente del Quartiere 2: «L’osservatorio per la sicurezza ha visto partecipare sopratutto cittadini di Sacca e Crocetta - ha detto - il che non vuol dire che queste zone siano il Bronx di Modena. Quello della sicurezza è un problema di tutta la città».

Quartiere 1 (Centro storico)

  • Troppe auto in via Sgarzeria – Tra i temi affrontati ieri in Consiglio comunale da Simone Bonfanti, presidente del Quartiere Centro storico, c’è quello della sicurezza nella zona di via Sgarzeria, e in particolare nell’area dove si trova il polo scolastico EducatioNest: «Sarebbe necessario valorizzare la zona di via Sgarzeria vicino al polo EducatioNest - così il presidente - dove sarebbe opportuno individuare una zona di quiete, in cui non transitino le auto».
  • Osservatorio sicurezza – Nel suo intervento, il presidente ha poi toccato il tema sicurezza: «L’osservatorio lo abbiamo convocato - ha spiegato - e ringrazio per questo l’assessora Camporota. Ora è chiaro che sarà importante estendere inviti o pubblicizzare questi eventi per ascoltare le richieste del centro storico, dove non ci facciamo mancare nulla...».
  • Focus sulla zona Cittadella – In particolare, Bonfanti ha parlato della zona Cittadella: «Dovremo fare un’assemblea di zona, perché la Cittadella ha delle peculiarità singolari, diverse dal centro, e anche lì sarà importante coinvolgere i cittadini, riconvocando l’osservatorio, perché la gente ce lo chiede, ed è giusto affrontare certi temi e dire chiaramente quello che possiamo fare per risolvere i problemi».

Quartiere 2 (Modena Est-Crocetta)

  • Otto rioni con due referenti – «Una delle prime azioni che abbiamo messo in campo è stata quella di dare vita ai referenti di quartiere: abbiamo diviso il Quartiere 2 in rioni, in 8 rioni per la precisione». Lo ha spiegato ieri nella sua audizione in Consiglio comunale Giovanni Gobbi, presidente del Quartiere 2, che comprende Modena est, San Lazzaro, Sacca e Crocetta. «Tra i consiglieri di Quartiere - ha spiegato ancora il presidente Gobbi - abbiamo identificato due referenti per ogni rione, con l’obiettivo di monitorare le diverse situazioni. Così, i referenti di quartiere hanno organizzato incontri mirati per verificare le problematiche più gravi dei rioni».
  • Sacca-Crocetta, problemi ma tanta socialità – C’è una rete molto forteParlando di Sacca e Crocetta, il presidente Gobbi ha ricordato che «durante gli incontri dell’osservatorio, c’erano cittadini soprattutto di quelle zone. Questo però non significa che Sacca e Crocetta siano il Bronx, come spesso vengono dipinte. Io ho scelto di vivere in viale Gramsci, e vi dico che la considero un’area che ha tanti problemi, ma anche una zona che ha un’idea di socialità che altri quartieri di Modena non hanno. Insomma, l’associazionismo che abbiamo qui, gli altri quartieri se lo sognano. E poi la sicurezza non è un problema solo di Sacca e Crocetta, ma è un problema generalizzato di tutta Modena. Cosa possiamo fare: incontrarci, incontrare forze dell’ordine, giunta e Prefettura, e cercare soluzioni tutti insieme».

Quartiere 3 (Buon Pastore-Sant’Agnese-San Damaso)

  • Lavorare insieme e ascoltare – Nino Remigio, presidente del Quartiere 3 (Buon Pastore, Sant’Agnese, San Damaso) ha ricordato che si tratta di «un quartiere molto vasto, con 60mila abitanti da seguire, quindi immaginate le richieste... Quando ci siamo insediati, ci siamo detti che avrebbe dovuto prevalere lo spirito di gruppo, ascoltando i cittadini e lasciando da parte le polarizzazioni inutili che non portano risultati. Con la legge del 2012 che ha eliminato le circoscrizioni c’è purtroppo stato un po’ di abbandono ai Quartieri come istituzioni, e di conseguenza sono venuti a mancare dei riferimenti, anche se il Quartiere è un riferimento importante. Insomma, nel 2024 siamo partiti in salita, ma tanto lavoro è stato fatto».
  • Più collaborazione e attenzione al verde – Il presidente del Quartiere 3 si è soffermato sul tema delle aree verdi: «Nel quartiere abbiamo tanti parchi - ha spiegato Nino Remigio - ma chiediamo una collaborazione maggiore per tenerli in ordine, più funzionali e sicuri. Tutto questo nel limite delle risorse disponibili, ma impegniamoci tutti un po’ di più affinché questi parchi possano essere fruiti diversamente». Il presidente ha detto di voler «cercare collaborazione anche con le polisportive e con le parrocchie, e allo stesso tempo vogliamo cercare di conoscere le realtà del quartiere che spesso non si conoscono. Faccio l’esempio del Charitas, che pur essendo un’eccellenza nel suo settore, non è conosciuta da tutti: per questo volevo farla conoscere ai consiglieri».

Quartiere 4 (San Faustino-Madonnina)

  • Come far funzionare i quartieri – Maria Teresa Rubbiani , presidente del Quartiere 4 (San Faustino, Madonnina, Quattro Ville) ha parlato dei problemi dei Quartieri «legato alla normativa che, come sappiamo, non li prevede. Da anni la nostra amministrazione ha fatto la scelta di mantenerli, una scelta coraggiosa ma complicata, perché poi non ci sono gli strumenti per farli davvero funzionare. L’intento è porre rimedio per far funzionare una realtà utile per i cittadini, che però non ha strumenti né personale dedicato per poter funzionare al meglio. Va però detto che questa città non ha dimenticato cos’è la partecipazione, Modena ha una grande tradizione di partecipazione, e questo valore non va perduto».
  • Pochi spazi pubblici, presto una nuova sede – Per quanto riguarda i problemi del Quartiere 4, la presidente Rubbiani ha ricordato che «abbiamo una carenza di spazi a disposizione, perché abbiamo una sala di Consiglio che avrebbe bisogno di spazi maggiori e strutture migliori. Del resto, devo dire che l’assessore Ferraresi si è subito fatto carico della situazione, come ha confermato oggi con l’impegno per il 2026 di fare i lavori per dare al nostro Quartiere una nuova sede in via Pasteur». Fra le attività svolte, la presidente ha ricordato che il Quartiere 4 ha incontrato le associazioni in un incontro che ha visto la presenza di un centinaio di persone in rappresentanza di una ventina di associazioni. «Un’attività e una presenza - ha aggiunto - che dimostra la grande attenzione dei cittadini per la partecipazione».