Retinite pigmentosa, Unimore premiata per la ricerca su terapie innovative
Dalla chimica alla salute degli occhi: il riconoscimento a Sabrina Cuoghi, autrice di uno studio innovativo nel campo della nanomedicina applicata alle patologie ocularipremiata la ricercatrice Sabrina Cuoghi
MODENA. Importante traguardo per la ricerca dell’Università di Modena e Reggio Emilia (Unimore): la dottoressa Sabrina Cuoghi, dottoranda del corso di dottorato HIPTECH, ha ricevuto il premio per il miglior poster alla XXIV Giornata della Chimica dell’Emilia-Romagna, svoltasi a dicembre 2025 presso l’Università di Ferrara.
La ricerca
Il riconoscimento è stato assegnato per uno studio innovativo nel campo della nanomedicina applicata alle patologie oculari, dedicato allo sviluppo di strategie non invasive di drug delivery per il trattamento della retinite pigmentosa autosomica dominante (adRP), una rara malattia genetica che provoca la degenerazione progressiva dei fotorecettori. La ricerca si concentra in particolare sulla mutazione P23H del gene della rodopsina, responsabile di gravi alterazioni visive. Il progetto, finanziato da Unimore, è frutto di una collaborazione interdisciplinare che coinvolge i gruppi di ricerca delle professoresse Francesca Fanelli, Valeria Marigo e Barbara Ruozi, quest’ultima supervisore della dottoranda all’interno del Gruppo TEFARTI Nanotech. Lo studio rientra inoltre nelle iniziative del PNRR, in particolare nel Centro Nazionale e nel Partenariato Esteso in Medicina di Precisione, confermando il ruolo strategico di Unimore nello sviluppo di terapie mirate e personalizzate.
Un soluzione innovativa
Dal punto di vista scientifico, la ricerca punta alla realizzazione di un collirio innovativo per la somministrazione di 13-cis-5,8-epoxy retinoic acid (ERA), molecola che ha mostrato efficacia come chaperone molecolare in modelli preclinici di retinite pigmentosa. L’obiettivo è superare i limiti delle attuali terapie basate su iniezioni intraoculari, proponendo una soluzione auto-somministrabile, meno invasiva e meglio tollerata dai pazienti. La strategia sfrutta l’impiego di ciclodestrine, sostanze che migliorano la solubilità e la permeabilità di molecole idrofobiche, aprendo la strada a formulazioni più efficaci.
La soddisfazione del team Unimore
«Sono estremamente soddisfatta del lavoro svolto da Sabrina e della solidità scientifica del progetto – commenta la prof.ssa Barbara Ruozi – Questo premio valorizza il contributo di tutti i ricercatori coinvolti e conferma l’importanza della collaborazione interdisciplinare». «Risultati come questo dimostrano la qualità del percorso dei nostri dottorandi – sottolinea il prof. Giovanni Tosi, coordinatore del dottorato HIPTECH – Sono traguardi che nascono da impegno, pianificazione e talento». «Questo riconoscimento è per me una grande motivazione – afferma la dott.ssa Cuoghi – Sono felice di far parte di un contesto scientifico stimolante che contribuisce alla mia crescita professionale e personale». Il premio conferma Unimore come punto di riferimento nello sviluppo di nanomedicine e tecnologie innovative per la salute, rafforzando il suo impegno nella ricerca avanzata e nella medicina di precisione.
