Gazzetta di Modena

Modena

Salta il consiglio comunale in carcere, scoppia il caso

di Luca Gardinale

	Il carcere Sant'Anna di Modena
Il carcere Sant'Anna di Modena

L’ufficio ministeriale non concede l’autorizzazione per l’Assemblea prevista giovedì 15 gennaio. Rabbia del Pd: «Grave sgarbo istituzionale alla nostra città, ora Fratelli d’Italia batta un colpo»

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MODENA. Qualcuno ci vede l’ennesimo sgarbo a Modena arrivato da un ministero - e in effetti i precedenti non mancano - qualcun altro pensa che ci sia stato un eccesso di ottimismo su un’iniziativa per cui mancava ancora il “timbro” da Roma. Fatto sta che ieri è arrivata una doccia fredda per il Consiglio comunale di Modena, che domani non potrà riunirsi nel carcere di Sant’Anna per la seduta dedicata proprio alla situazione della casa circondariale della nostra provincia.

Cos’è successo

Una seduta annunciata dal Comune il 2 gennaio, ma saltata ieri pomeriggio, quando il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, che risponde al ministero della Giustizia, ha negato l’autorizzazione necessaria alla seduta. A farlo sapere è stato il presidente del Consiglio Antonio Carpentieri: «Con rammarico - spiega - prendo atto che la seduta alla Casa circondariale di Sant’Anna non potrà avere luogo perché l’ufficio competente Dap ha ritenuto di negare la relativa autorizzazione necessaria alla Direzione del penitenziario modenese. Sono molto dispiaciuto, in quanto voleva essere un’occasione per mettere al centro dell’agenda politica e dei riflettori la struttura, i detenuti e tutti coloro che, a diverso titolo, la vivono. Se ciò non potrà essere fatto direttamente nel penitenziario, stante la mancata autorizzazione, cionondimeno, l’interesse e l’attenzione rimangono ed è mia intenzione tenere ugualmente la seduta presso il Municipio sempre nella giornata di domani». Al momento il Dap non ha fatto sapere i motivi del diniego - per l’evento c’era da mesi l’ok della direzione del carcere, e del resto c’erano già stati la visita del consiglieri e la seduta della commissione con il Garante - ma ieri non mancavano le interpretazioni che legano il “no” arrivato un giorno e mezzo prima dell’evento agli altri “sgarbi” dei vari ministeri a Modena, a partire dal pasticcio che sta bloccando la parte finale dei lavori per la Complanarina.

L’attacco del Pd

Tornando al Consiglio in carcere, ad attaccare è il Pd: «Il divieto di svolgere la seduta presso il carcere Sant’Anna - fa sapere il segretario e capogruppo dem Diego Lenzini - non accompagnato da alcuna motivazione, è per noi un grave sgarbo istituzionale alla nostra città. Riteniamo tale decisione anche uno schiaffo alla proficua collaborazione da sempre presente sul territorio per supportare il carcere sia a livello istituzionale che di rete di associazioni e volontari che operano in quest’ambito». Secondo il capogruppo Pd, inoltre, «non consentire lo svolgimento del massimo consesso democratico e rappresentativo dei cittadini modenesi non è solo una grave interferenza da parte di un organismo alle dirette dipendenze del governo, ma è anche un goffo tentativo di impedire che vengano accesi i riflettori su una serie di problematiche ormai ampiamente documentate, sia dai sindacati di polizia penitenziaria che dal Garante dei detenuti. Questa scelta risulta oltremodo incomprensibile se si considera che pochi mesi fa una simile iniziativa era stata svolta a Roma e a Reggio Emilia - attacca Lenzini - inoltre, questo Consiglio ha svolto un serio approfondimento con diverse commissioni nel 2025 e nel 2024, mostrando interesse istituzionale che questo diniego del Dap non tiene in alcuna considerazione». Il Pd considera quindi «totalmente inaccettabile tale atteggiamento che vuole impedire all’istituzione locale di occuparsi seriamente delle gravi condizioni di sovraffollamento, carenza e precarie condizioni di lavoro del personale - ricorda l’esponente dem - nonché degrado strutturale in cui versa il carcere, le quali hanno avuto gravi conseguenza come diversi atti suicidi e di autolesionismo. Come Pd cittadino chiederemo ai nostri parlamentari di depositare un’interrogazione urgente a riguardo - conclude Lenzini - e dagli esponenti locali di Fratelli d’Italia, sempre solerti a puntare il dito su sicurezza e trasparenza istituzionale, ci aspettiamo una presa di posizione».