Va di notte davanti alla carozzeria e prova a darle fuoco: «Mi hanno licenziato, ero arrabbiato»
Obbligo di dimora nel comune di residenza e della permanenza domiciliare notturna per un 27enne di origine rumena che la notte del 18 ottobre 2025 aveva incendiato il cancello e una porzione di recinzione dell’attività a Camposanto
CAMPOSANTO. «Ho agito per rabbia e frustrazione dopo il licenziamento». Così, nell’interrogatorio preventivo davanti al Gip, si è giustificato un uomo di 27 anni, di origine rumena, gravemente indiziato del delitto di tentato incendio doloso per il rogo appiccato nella carrozzeria di Camposanto in cui lavorava, avvenuto la notte del 18 ottobre 2025.
L’incendio e le indagini
L’indagine è iniziata con l’intervento congiunto dei carabinieri e dei vigili del fuoco di San Felice sul Panaro la notte stessa: qualcuno aveva infatti tentato di dare fuoco alla carrozzeria, provocando il danneggiamento del motore elettrico del cancello carraio e di una porzione della recinzione. Sul luogo erano state trovate tracce di liquido infiammabile. Sulla base delle indicazioni fornite dal titolare in sede di denuncia e dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona, che inquadravano l’auto del 27enne nei pressi del luogo dell’incendio, i carabinieri hanno acquisito gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’ex dipendente dell’attività commerciale. L’esecuzione del decreto di perquisizione domiciliare emesso il 19 novembre 2025 dalla Procura della Repubblica di Modena ha poi consentito di sequestrare i vestiti indossati dall’uomo.
La decisione del giudice
Oggi – 14 gennaio – i Carabinieri della Stazione di San Felice sul Panaro hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della misura coercitiva dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e della permanenza domiciliare notturna, dalle 22 alle 6, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Modena, su richiesta della Procura, nei confronti del 27enne. In sede di interrogatorio preventivo svoltosi dinanzi al Gip, l’uomo ha dichiarato di «aver agito per rabbia e frustrazione dopo essere stato licenziato».
