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Leva militare

Leva militare: modenesi divisi sull’obbligo tra favorevoli e contrari

di Matilde Salsi, Miranda Mosca, Castellari Ginevra, Amalia Marino, Laurino Greta, Alberto Montagnani, Matteo Bellei *
Leva militare: modenesi divisi sull’obbligo tra favorevoli e contrari

I Pro: «Sarebbe utile a formare i ragazzi. Un’esperienza anche formativa». Contrari: «Meglio lasciare libertà di scelta. L’Esercito ha bisogno di professionisti»

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MODENA. Nel novembre del 2024 il Ministro della difesa Guido Crosetto annuncia la sua proposta di emanare un disegno di legge sulla possibile reintroduzione della leva militare, per far fronte alle preoccupazioni sulla sicurezza europea. Questa proposta fa sorgere una discussione attiva tra il ministro e la Lega, la quale propone la reintroduzione della leva militare di 6 mesi con l'obiettivo di creare una riserva numerica. E così siamo andati per le vie del centro proponendo una domanda ai modenesi: cosa ne pensi della reintroduzione della leva militare obbligatoria in Italia?

Le risposte dei modenesi

Si è dimostrato a favore Stefano, 50 anni: «Penso che sia corretto perchè c’è bisogno di un po’ di rigore che adesso è scomparso - prosegue - I giovani sono un po’ allo sbando». «Come tutte le cose ha i suoi pro e suoi contro. Per come le dinamiche stanno andando adesso nel mondo, gli uomini dovrebbero essere pronti a difendere la nazione», dice Sophia, 20 anni. Sophia è d’accordo sul arruolare le donne anche se con ruoli diversi: «Sì. Ci andrei. Ma solo se è per poco tempo». Al contrario Eufelia, 40 anni: «Per me dovrebbe essere una scelta personale e libera». Non concorda neppure Francesco, 25 anni: «Sono abbastanza contrario ma dovesse essere reintrodotta dovrebbe essere estesa a tutti. Io cercherei di evitarla». Stesso discorso per Emanuele, 21 anni: «Penso sia improbabile che vada a buon fine, anche per quanto è stato detto dal ministro Crosetto che l’ha definito un progetto insostenibile. L’esercito ha bisogno di professionisti». E ancora: «Io personalmente spero non venga reintrodotta anche per non rubare un anno di vita a dei giovani che potrebbero impegnarsi studiando e lavorando. Non credo sia quello di cui abbiamo bisogno». C’è poi Mario, 32 anni: «A parer mio dovrebbe essere volontaria, non deve essere una classe politica a decidere sul nostro futuro». Alla domanda “lei ci andrebbe se venisse chiamato?”, risponde con un «No» deciso.

Gli universitari

Opinioni contrastanti fra due universitari, Marco e Ludovica, entrambi 20 anni. Dice lui: «Penso sia un ambiente molto duro ma per come potrebbe rendermi responsabile io ci andrei». Prosegue lei: «Potrebbe essere un innovazione da un punto di vista di responsabilità personale perché consente ai ragazzi di acquisire una propria coscienza - continua - Io non ci andrei perchè vorrei concentrarmi sui miei studi e facendo sport a livello agonistico perderei una parte di me, ma credo sia fondamentale poterlo permettere a tutti indistintamente».

Chi ha visto la guerra

Tra queste voci spicca però quella di Ivano Castellari, classe 39, lui che la guerra l’ha vissuta si dice assolutamente contrario; ci dice: «Per me è uno sbaglio immenso. Perché con gli armamenti che ci sono al giorno d’oggi il militare normale serve solo per lasciarci la pelle». Lui propone «un percorso durante l’anno, nella vita l'istruzione militare fa sempre bene e si è un po’ coscienti di quello che succede nel mondo – continua – . Con i mezzi che ci sono oggi anche un militare semplice dovrebbe essere un mezzo ingegnere».

* studenti del Liceo Sigonio, Classe 3I