Caccia alle nutrie a Carpi: sparo in via Remesina
Polizia provinciale all’opera nel pomeriggio in una zona frequentata a pochi metri dal passaggio a livello: un animale ucciso. Il comandante Luca Gozzoli: «Tutto autorizzato, dobbiamo farlo»
CARPI. Sparo in pieno giorno, alle 17, lungo via Remesina a Carpi, a pochi metri dal passaggio a livello e dalla pista ciclo-pedonale che conduce a Fossoli, una zona abitualmente trafficata e frequentata da passanti. Secondo quanto riferito da una testimone, quattro uomini con indosso giubbotti arancioni della Polizia provinciale si aggiravano lungo il canale che costeggia la strada, dichiarando di essere impegnati in un sopralluogo legato al piano di controllo della popolazione delle nutrie. Due di loro erano armati di fucile.
Lo sparo
A rompere la normalità del pomeriggio è stato uno sparo, esploso a brevissima distanza dalle zona frequentata di via Remesina. La passante, allarmata dal colpo, si è avvicinata al fosso trovandosi davanti a una scena definita “raccapricciante”: una nutria uccisa, galleggiante nell’acqua, con una lunga scia di sangue visibile nel canale. Una scena che ha avuto un forte impatto, considerando che l’animale è stato ucciso nel canale lungo la via Remesina. I due uomini armati hanno proseguito lungo il fosso. La donna si è quindi rivolta agli altri due agenti, appoggiati all’auto di servizio e appartenenti allo stesso nucleo, chiedendo spiegazioni. Secondo il suo racconto, entrambi avrebbero negato sia di aver sentito lo sparo, sia di sapere cosa stessero facendo i colleghi. Dopo insistenze, la pattuglia ha fornito spiegazioni, richiamando il piano regolatore della fauna, senza però chiarire modalità, autorizzazioni e soprattutto le ragioni di un intervento armato in un’area frequentata e in un orario di alto afflusso. L’episodio solleva interrogativi importanti: sulla sicurezza dei cittadini, sulla gestione degli interventi di controllo faunistico e sull’opportunità e legittimità di esplodere colpi d’arma da fuoco in pieno giorno, in un luogo frequentato da pedoni e ciclisti. Resta l’immagine di una uccisione sotto gli occhi dei cittadini.
La spiegazione
A chiarire l’episodio è Luca Gozzoli, comandante della polizia provinciale: «L’intervento, come tutti quelli che facciamo - spiega - era autorizzato, ed è stato fatto dopo aver ricevuto diverse chiamate dalla zona di via Remesina, una delle aree della provincia dove il problema delle nutrie è più stringente. Il piano di controllo regionale autorizzato dall’Ispra prevede gli abbattimenti delle nutrie, che purtroppo sono l’unico modo per intervenire per ricreare equilibrio, tenendo conto anche che molto spesso, come in questo caso, le tane scavate dalle nutrie fanno collassare gli scolmatori di piena dei fossi irrigui». Per quanto riguarda l’utilizzo dei fucili, Gozzoli spiega che «non sempre è possibile utilizzare le trappole, che comunque rappresentano una modalità di intervento molto più cruenta. La Polizia provinciale si muove con la massima trasparenza - conclude il comandante - e con sensibilità da parte dei suoi operatori».
