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Emergenza abitativa

Emergenza casa, la storia di Daria: «Trovare un alloggio è un’impresa per chi vuole insegnare»

di Martina Idrizi, Mizouri Fatma, Emma Pollastri, Greta Curci e Elisabetta Merighi *
Emergenza casa, la storia di Daria: «Trovare un alloggio è un’impresa per chi vuole insegnare»

«Fare l’educatrice è sempre stato il mio sogno ma lo stipendio non è sufficiente per pagare l’affitto»

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MODENA. Trovare una casa a Modena è sempre più difficile per gli studenti universitari. Gli affitti sono troppo alti, ci sono spese aggiuntive e le condizioni degli appartamenti non sono sempre buone. Questo rende molto difficile vivere fuori casa per studiare. Una studentessa di 22 anni, Daria Lozzi, ha vissuto questa esperienza a Modena. Ha dovuto affrontare gli alti affitti mentre studiava e lavorava. La sua storia ci fa capire quanto sia difficile per i giovani trovare una casa a Modena.

Il calvario di Daria

Daria racconta di aver vissuto in un appartamento a Modena, non in una residenza universitaria, insieme ad altri tre coinquilini. Ci ha messo circa un mese a trovare casa, e le spese erano molto alte. «L'affitto per una stanza singola era di 450 euro al mese, spese escluse». Questa cifra era davvero troppo alta per uno studente come lei. «Io lavoravo part-time come educatrice, però non bastava per coprire tutte le spese» racconta. Alcuni mesi era costretta a fare dei tagli su altre spese, come ad esempio le uscite con gli amici per far fronte alle spese. Era una situazione difficile, ma Daria ha sempre cercato di fare del suo meglio per gestire le sue finanze e continuare gli studi. «Le spese fisse, come le bollette, si dividevano per il numero dei coinquilini, quindi in quattro. Anche le spese in comune, tipo gli oggetti per la casa, si dividevano più o meno allo stesso modo. Luce e gas non erano inclusi e variavano da mese a mese, quindi era difficile sapere esattamente quanto avremmo speso. Era un po' complicato, ma cercavamo di dividerle in modo equo».

Costi alti, continui guasti

Oltre al costo, uno dei problemi principali riguarda la qualità degli alloggi. «Molti appartamenti sono vecchi e hanno strutture non modernizzate - afferma lei - spesso, l'affitto che viene richiesto non rispecchia la qualità dell'appartamento». Un’altra problematica è sicuramente quella della gestione dei guasti domestici. «Il proprietario dovrebbe occuparsene, ma spesso non è presente. Quando succedeva qualcosa, noi inquilini dovevamo arrangiarci da soli, chiamando qualcuno che potesse intervenire, spesso pagando di tasca nostra». Anche la posizione dell’appartamento e i trasporti hanno inciso sulla sua esperienza. L’alloggio distava circa mezz’ora a piedi dall’università e i mezzi pubblici non rappresentavano una valida alternativa: «I mezzi erano pochi e spesso in ritardo, quindi anche questo è stato un problema».

Emergenza casa: non solo studenti

Secondo Daria, il problema della casa non riguarda solo gli studenti, ma anche chi lavora. «È risaputo che gli stipendi in generale non bastino, soprattutto quelli degli insegnanti», sottolinea. «Ci sono moltissime persone che si trasferiscono per lavorare e che, anche a 30 o 40 anni, sono costrette a condividere casa». Una situazione che può essere accettabile per uno studente, ma che diventa più complicata per chi è già inserito nel mondo del lavoro. Daria ha dovuto trovare un equilibrio tra lo studio e il lavoro. «L’ho fatto negli ultimi due anni, perché non avendo un appoggio economico familiare, in qualche modo bisogna arrangiarsi». Il lavoro di Daria come educatrice non le garantiva uno stipendio alto come quello degli insegnanti.

Le possibili soluzioni

Secondo Daria possono essere effettuate delle modifiche per migliorare le condizioni di vita a Modena. «Dovremmo trovare un equilibrio tra i prezzi degli affitti e il fatto che, essendo studenti, spesso non abbiamo un lavoro. È necessario abbassare i costi, rendere gli appartamenti più moderni e offrire più aiuti a livello regionale e statale». «Vivere a Modena, può essere un’esperienza positiva dal punto di vista umano. Per esempio sono riuscita ad instaurare un bel legame con alcune studentesse del Sigonio che ho anche inserito nei ringraziamenti della mia tesi di laurea. Ma senza interventi concreti vivere in questa città rischia di diventare sempre meno accessibile per studenti e giovani lavoratori».

* studentesse del Liceo Sigonio, Classe 3I