Fiera di Sant’Antonio, una vera festa tra novità “imperdibili” e “miracolose”
Folla di modenesi per fare acquisti o semplicemente una passeggiata: slalom tra più di quattrocento banchi di ambulanti. In strade e piazze oltre 100 operatori della polizia locale, ma si sono registrati pochi problemi
MODENA. La prima cosa che sorprende è che gli anni passano, i telefoni diventano più sottili, le auto sempre più silenziose, ma la fila di gente che blocca la via Emilia per guardare in loop l’efficacia dello spremiagrumi capace di strizzare arance, melograni, uva e ananas, non passa; così come non passa quella davanti all’originale “Tornado”, il panno vincente per auto, pavimenti, vetri, acciaio e specchi, che asciuga tutto tranne, per ora, le lacrime di chi l’ha comprato l’anno scorso e ne vede uno “nuovo e migliorato” oggi. La novità di stagione è, però, la super spugna multiuso in silicone riutilizzabile, con cui pulisci ogni superficie di casa, apri i barattoli più ostinati e, se vuoi, “fai pure lo scrub viso”... Ma non siamo noi a dirlo questo. Dopo l’elenco di ordigni che avete appena letto, saprete già di cosa stiamo parlando: della fiera di Sant’Antonio, che ha riempito, malgrado il cielo grigio e un po’ di pioggia sottile, il centro storico di Modena.
I numeri
Una fiera con 403 ambulanti complessivi, qualche rinuncia e 29 subentri nella spunta giornaliera, secondo le graduatorie e le procedure comunali che torneranno identiche anche per San Geminiano il 31 gennaio, lungo un percorso storico che ha avuto il cuore in piazza Grande e sulla via Emilia. In campo oltre 100 operatori della polizia locale, presenti anche con uno stand in piazza Torre, impegnati tra viabilità e prevenzione di borseggi e furti (per cui, riferiscono, non ci son denunce al momento), insieme a Ispettorato del lavoro e Guardia di Finanza per i controlli commerciali; mentre due portafogli smarriti, completi di documenti, sono tornati integri ai legittimi proprietari, uno di Formigine e uno modenese. Solo due venditori abusivi intercettati, il resto regolare, prezzi esposti, norme igieniche rispettate, anche se all’alba sono state necessarie 49 rimozioni di veicoli in divieto di sosta per far posto ai banchi. Intanto, bambini sceglievano con serietà assoluta il palloncino da legare al polso, uomini giravano con passo lento e sguardo concentrato scegliendo il loro regalo, e le donne già puntavano dalle bancarelle quello che, con finta sorpresa, dovranno ricevere il 31 gennaio.
I commenti
«Essere qui è tradizione», «Senza fiera non è gennaio», «È un giorno allegro per Modena»: sono queste le frasi più dette della giornata dai modenesi che, tra una strada e l’altra, abbiamo intervistato. Partecipata anche la messa per gli animali in Sant’Agostino, al mattino per i gatti e al pomeriggio per i cani: altra fotografia di una città che riesce a tenere insieme sacro e profano, bancarelle e benedizioni, e che ha chiuso la giornata di ieri guardando avanti. Sì, perché sotto i tendoni e tra gli ordigni improbabili, c’era un filo conduttore forte, fortissimo, a tenere insieme tutto: una modenesità fatta di facce che si riconoscono e di banchi che tornano, sempre uguali e sempre diversi, con cui anche quest’anno la fiera finisce come deve finire: con le borse e le pance piene, i piedi stanchi, e la sensazione che, in fondo, è bello così.
