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Trasporto pubblico

Seta: «Sì all’aumento dei biglietti» Asse Modena-Reggio contro Bologna

di Luca Gardinale
Seta: «Sì all’aumento dei biglietti» Asse Modena-Reggio contro Bologna

Movimentato vertice ieri pomeriggio tra i dirigenti e i soci pubblici

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MODENA Dalla richiesta di aumento del prezzo dei biglietti dei bus ai conti della società, dall’ultimo pronunciamento della Corte dei Conti al patto di sindacato, con un asse Modena-Reggio forte di una posizione dei reggiani diventata molto dura (quella di Modena lo era già). Tanti gli elementi emersi ieri pomeriggio, durante la riunione informale dei soci Seta, l’azienda di trasporto pubblico di Modena, Reggio e Piacenza, con l’amministratore delegato Riccardo Roat, la presidente Elisa Valeriani e l’amministratore delegato di Tper - il socio privato che tramite Herm ha il 49% delle quote - Giuseppina Gualtieri.

Il vertice

Durante l’incontro, al quale hanno partecipato anche gli amministratori comunali di Modena e Reggio, sono state mostrate alcune slide sulla situazione societaria, senza però rispondere alle 24 domande poste in autunno dai soci Modena, Reggio e Piacenza. Domande tra le quali c’erano alcuni quesiti chiave come il livello dell’esposizione finanziaria di Seta, il suo indebitamento e verso quali banche. Una mancanza di risposte che ha portato i soci pubblici a esprimere ancora una volta disappunto.

Nel corso del vertice è stata anche ribadita la richiesta della società di un aumento delle tariffe urbane delle corse, con l’obiettivo di incassare 1,5 milioni in più. Per quanto riguarda i conti, è stato confermato il deficit di tre milioni per l’esercizio 2025, con la prospettiva che i numeri peggiorino notevolmente per l’anno in corso.

Il patto di sindacato

Spostandosi sul fronte “politico”, i soci hanno ribadito che ora la strada è quella del patto di sindacato, forti di una posizione molto intransigente di Reggio, trainata dalla provincia e in particolare dal sindaco di Rubiera Cavallaro. In particolare, la volontà dei soci è quella di rispettare quanto sancito dalla Corte dei Conti il 18 dicembre scorso, che ha invitato i sindaci a riprendere il controllo pubblico della società. Anche perché, se così non fosse, gli amministratori comunali rischierebbero il danno erariale. Del resto, il patto di sindacato era proprio una delle leve indicate dalla Corte dei Conti per permettere ai comuni soci di esercitare il controllo pubblico su Seta, facendo valere il loro 51% e togliendo così lo scettro dalle mani della bolognese Tper. Se così fosse, i soci pubblici, e quindi i Comuni e le Province, potrebbero avere la maggioranza in seno al consiglio di amministrazione, con la conseguenza che l’attuale ad Roat dovrebbe adeguarsi o dimettersi.

Restando sul fronte politico, ora resterà da vedere se la Regione darà corso a quanto stabilito dalla Corte dei Conti, che aveva evidenziato come anche Tper, al pari di Seta, debba essere soggetta al controllo dei suoi soci pubblici (Regione, Comune di Bologna, città metropolitana di Bologna). Per quanto riguarda l’ipotesi della società unica regionale - se si farà - i Comuni potrebbero entrare più forti, con poteri veri, allontanando la possibilità che Seta possa essere “scippata” a Modena, sottoponendola allo strapotere di Bologna.