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Il caso

Violenza sessuale su una 90enne: il 62enne ora rischia il processo

di Daniele Montanari
Violenza sessuale su una 90enne: il 62enne ora rischia il processo

L’uomo avrebbe abusato dell’anziana: prima con baci, poi addirittura con un rapporto

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CONCORDIA L’accusa è gravissima: violenza sessuale su un’anziana 90enne, con la condizione di fragilità legata all’età avanzata. L’imputato è un uomo di 62 anni, anche lui italiano, conoscente di cui la famiglia si fidava. Adesso rischia il processo.


L’accusa


È una vicenda accaduta a Concordia, all’inizio del 2024, nell’abitazione in cui la donna viveva sola. Pur avendo problemi di cognizione legati all’insorgere di una demenza senile, era ancora autonoma. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a casa sua si è presentato il conoscente 62enne che, approfittando del rapporto di fiducia, avrebbe usato violenza sull’anziana. Gli episodi contestati sono diversi: prima alcuni baci, poi un giorno avrebbe avuto un rapporto orale con la donna.

I figli, sconvolti, si sono resi conti di tutto dalle immagini di videosorveglianza, che avevano ripreso tutto. Le hanno portate alle forze dell’ordine ed è scattata la denuncia d’ufficio per violenza sessuale. La Procura ha aperto un fascicolo, ed è scattata la procedura da Codice rosso.


Le valutazioni


Ieri mattina doveva svolgersi l’udienza preliminare per stabilire l’eventuale rinvio a giudizio per l’uomo. Ma non si è aperta la fase dibattimentale. La difesa del 62enne (Ruggero Fregni) ha infatti anticipato la richiesta di una perizia psichiatrica per valutare la capacità di intendere e volere del 62enne al momento del fatto. Il sospetto è che, per compiere un gesto del genere, si tratti di un uomo non nel pieno delle sue facoltà mentali. L’avvocato Massimo Porta, che tutela l’anziana e la sua famiglia come parte offesa, non si è opposto: è un elemento oggettivamente da verificare in una vicenda simile. Peraltro, anche la stessa anziana probabilmente non poteva considerarsi capace di intendere al momento dell’atto, a causa della malattia che poi ha avuto una progressione tale da renderla oggi fortemente bisognosa di assistenza: si è trasferita e ha un curatore speciale, individuato nella figlia. Pare che il 62enne si sia detto pronto a offrire un risarcimento alla famiglia. Il giudice si è riservato di approfondire le questioni, e ha rinviato ogni decisione al 20 marzo. 



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