Plug in, il “tempio” dei musicisti di Finale saluta i clienti dopo 25 anni
Gianni Ferrari non vendeva solo gli strumenti, li riparava anche. «Faccio il mea culpa, non mi sono adeguato al nuovo mercato online»
FINALE. Si è conclusa il 24 dicembre l’avventura di Gianni Ferrari, ormai ex titolare del negozio di musica “Plug in” di via Giovanni Zuffi. Un’avventura durata venticinque anni, iniziata il 21 ottobre del 2000.
L’inizio
«All’epoca avevo 26 anni – racconta – e se mi fermo un attimo a pensare mi sembra davvero passata una vita. È stato un lasso di tempo fatto di soddisfazioni e di battaglie». Nel suo negozio, Ferrari vendeva chitarre, bassi e tutta quella serie di accessori indispensabili per un musicista come amplificatori, cavi, bacchette, mixer e casse. Ma il vero valore aggiunto di “Plug in” erano proprio le sapienti mani del suo titolare, che riuscivano a riparare qualsiasi strumento.
«Cambiavo le corde alle chitarre, aggiustavo gli amplificatori o le parti elettroniche di una particolare attrezzatura. Ho una formazione da perito elettronico, quindi il laboratorio era il mio pane quotidiano».
La crisi post Covid
Con il tempo, e soprattutto dopo il periodo pandemico, l’attività ha cominciato ad andare avanti a fatica. «Le vendite – ammette il finalese – sono andate sempre più a calare e di conseguenza, ovviamente, gli incassi. Devo però fare un mea culpa, perché per motivi personali non ho voluto adeguarmi al mercato online e ho mantenuto solo la vendita diretta. Io sono fatto così, se devo comprare uno strumento preferisco vederlo e provarlo di persona. Dal Covid in avanti, però, tante persone hanno cambiato il loro metodo di acquisto e hanno preferito fare ordini online».
Di musicisti, negli anni, Gianni ne ha visti passare parecchi, finalesi ma non solo. «A darmi la forza e la voglia di continuare sono stati proprio i miei clienti e gli amici del “Plug in”, che in tutti questi anni hanno trovato un rifugio in cui ripararsi da un mondo in cui le cose accadono troppo velocemente».
Purtroppo non tutti sono venuti a conoscenza dell’imminente chiusura definitiva. «Per il venticinquesimo compleanno del negozio ho pubblicato un post su Facebook in cui, oltre ai festeggiamenti, comunicavo la fine dell’attività. Molti non hanno letto fino in fondo e sono rimasti sorpresi quando l’hanno scoperto poi a cose fatte». L’ultimo giorno di “Plug in” «è stata una festa, con tanta gente che è venuta a salutare. Il giorno dopo sono partito per le ferie e mi sono lasciato alle spalle l’amarezza». Ora il finalese ha un altro lavoro e ha cambiato settore. «Mi è dispiaciuto tanto lasciare il negozio, ma avevo bisogno di un po’ di stabilità. Sono sicuro sia andata bene così e sono molto felice degli ultimi venticinque anni».
