«Ha ucciso solo il fratello, non la madre»: niente ergastolo per Uber Capucci
Delitto di Vignola: la Corte d’Assise di Modena ha assolto l’uomo dall’accusa di aver ucciso la mamma Anna Malmusi, condannandolo per la morte di Emore ma senza aggravanti: 17 anni e 4 mesi
VIGNOLA. Assoluzione dall’accusa di aver ucciso la madre, e condanna ridotta a 17 anni e 4 mesi per l’omicidio del fratello, di cui è reo confesso. Così, con questa sentenza “clamorosa” per certi versi, si è chiuso il processo di primo grado a Uber Capucci.
Le tesi opposte
Il 69enne era accusato sia della morte del fratello Emore di 66 anni che della madre Anna Malmusi, di 88. La tragedia avvenne il 1° ottobre 2023 in una villetta in via Torino, a Vignola. Il pm (Giulia Stignani) aveva chiesto l’ergastolo, contestandogli tre aggravanti: la premeditazione, la crudeltà (per aver inferto a Emore 19 coltellate) e la minorata difesa della madre, che era allettata. Di tutt’altro avviso il difensore, l’avvocato Fabio Bazzani, che il 2 dicembre in un’arringa-fiume (4 ore) aveva sostenuto che si trattava di un delitto d’impeto nell’arrivare a casa, trovare la madre morta e il fratello fuori di sé che lo aveva aggredito. La sua sarebbe stata quindi una reazione sconvolta, che proprio per questo, e non per crudeltà, lo ha portato a sferrare in modo incontrollato tutte quelle coltellate. Secondo il legale, la madre potrebbe essere morta per mano di Emore o per cause naturali.
La sentenza
La Corte d’Assise, nel verdetto emesso alle 13, non si è espressa su quale sia stata la causa della morte di lei (vedremo nelle motivazioni, attese entro 90 giorni), ma ha stabilito che la responsabilità non è di Uber, assolto per non aver commesso il fatto. È stato invece condannato (ovviamente, essendo reo confesso) per l’omicidio di Emore, ma escludendo ogni aggravante. E questo ha permesso di accogliere la richiesta di rito abbreviato che l’avvocato Bazzani aveva fatto in sede di udienza preliminare. Rito che consente di avere lo sconto di un terzo della pena ma che si può disporre solo senza aggravanti. Da qui la condanna ridotta a 17 anni e 4 mesi. Resta nel carcere di Sant’Anna, anche se in futuro potrebbe godere di benefici legati a condotta ed età.
