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Da borgo dell’Appennino a rischio spopolamento a meta turistica: la nuova vita di Vitriola


	I ragazzi di Milano a Vitriola
I ragazzi di Milano a Vitriola

La frazione di Montefiorino piace sempre di più ai giovani: anche ragazzi di Milano l’hanno scelta per le vacanze di Natale

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MONTEFIORINO. Per anni la narrazione sulle aree interne della montagna è stata dominata dai temi dell’abbandono e delle criticità viarie. Ma a Vitriola di Montefiorino, piccola perla incastonata nell’Appennino modenese, il vento pare cambiato. Quello che fino a poco tempo fa era un borgo a rischio spopolamento, oggi è diventato un laboratorio di “nuova vita”, capace di attrarre giovani non solo dalle province limitrofe, ma persino dalla frenetica Milano.

Tanti giovani

Il fenomeno è netto: sempre più ragazzi scelgono Vitriola come meta di vita o di vacanza. Le ragioni sono pragmatiche e profonde allo stesso tempo. Da un lato c’è il costo della vita inferiore, che permette a chi lavora da remoto o a chi cerca un’esistenza meno soffocante di trovare spazi e qualità impensabili in città. Dall’altro, c’è il fascino di un ritorno alle radici che non rinuncia alla socialità, come dimostrano le ultime vicende.Durante le vacanze di Natale, a Vitriola si è registrato un afflusso record di giovani milanesi che hanno scelto il silenzio di Montefiorino per ricaricarsi, invertendo il classico flusso turistico verso le località più rinomate e caotiche.Vitriola però non è solo contemplazione. Il borgo è diventato un punto di aggregazione per gruppi di giovani che hanno saputo creare una rete sociale attiva. È qui che ci si ritrova per dare inizio alle serate: gruppi affiatati che partono da Vitriola per raggiungere le discoteche del comprensorio, dimostrando che la montagna può essere viva, dinamica e connessa ai circuiti del divertimento.

Segnale di speranza

Il Comune di Montefiorino guarda a questo fenomeno con speranza. Nonostante le storiche difficoltà legate alla viabilità e alla distanza dai grandi centri, la rinascita di Vitriola dimostra che la bellezza del territorio, se unita a una comunità accogliente e a costi accessibili, è un magnete potentissimo, con capacità di attrazione anche da molto lontano. In più, su Vitriola restano sempre puntati i riflettori, anche a livello nazionale, per tutti gli sviluppi che riguardano la vicenda di Daniela Ruggi, come dimostrano anche i recenti sopralluoghi alla Torre di Pignone. Insomma, un piccolo centro di montagna che sta incrociando grandi attenzioni. In un’epoca in cui si parla spesso di “minorata difesa” delle zone montane, Vitriola risponde con i fatti: case che tornano ad accendersi, attività che resistono e una nuova generazione che non vede più la montagna come un limite, ma come una scelta di libertà, a contatto con la natura. La rinascita di un borgo non è solo un fatto edilizio, ma un atto di volontà umana. Se il 2026 segna record per i grandi porti e le industrie, sono realtà come Vitriola a ricordarci che la vera forza dell’Italia risiede nella capacità di abitare i propri luoghi, dando loro un nuovo significato contemporaneo.

F.S.

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