Gazzetta di Modena

Modena

La protesta

Via Gallucci, gestori dei locali contro le ordinanze comunali: «Un comitato per farci sentire»

di Paola Ducci
Via Gallucci, gestori dei locali contro le ordinanze comunali: «Un comitato per farci sentire»

Esercenti arrabbiati: «I provvedimenti ci metteranno in gravi difficoltà economiche, purtroppo il Comune non si rende ben conto del danno che potremo subire». Proteste anche per la riduzione dell’area pedonale

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Da questa settimana verrà ufficializzata la nascita di un nuovo comitato che sarà principalmente costituito dai gestori dei locali di via Gallucci, arrabbiati per le ordinanze comunali che si stanno succedendo dall’inizio dell’anno ad ora che hanno imposto lo spegnimento della musica entro mezzanotte in punto anche durante il fine settimana e la riduzione della pedonalizzazione della via. Da lunedì, infatti, l’area pedonale di via Gallucci è stata ridotta per agevolare il transito dei residenti e dei mezzi di soccorso che ridefinisce il confine ovest della zona pedonale in corrispondenza dell’incrocio con vicolo Tornei/via Santa Maria della Asse, mentre nel tratto tra corso Canalgrande e vicolo Tornei ora la strada non sarà più pedonale.

La nascita del comitato

«Sembra sia stata dichiarata guerra a questa via della movida modenese e ai nostri locali - tuonano gli esercenti - è un continuo inasprirsi di ordinanze che non tengono per niente in considerazione anche il nostro parere. Così abbiamo deciso di costituire un comitato per provare a vedere se, in questo modo, avremo una maggiore possibilità di essere effettivamente ascoltati». Gli esercenti della via fanno sapere che all’interno del comitato ci saranno anche avvocati che potranno supportarli in eventuali azioni legali contro il Comune. «Purtroppo l’amministrazione non si rende ben conto del danno che, nel tempo, potranno subire i nostri esercizi – continuano – abbiamo attività che offrono lavoro a molte persone in città, molte delle quali sono giovani. Peraltro, ci sono sembrati assai inopportuni alcuni commenti che l’amministrazione ci ha rivolto dopo le nostre poteste. Ci chiediamo se bisogna aspettare che un locale chiuda per dire che forse qualcosa non ha funzionato. Forse basterebbe un calo di fatturato, con la conseguente riduzione di personale per destare preoccupazione. Abbiamo bisogno che l’amministrazione ascolti anche noi e il nostro neonato comitato degli esercenti – chiudono – e non solo quello dei residenti».

La riduzione dell’area pedonale

Tra gli esercenti di via Gallucci molto amareggiato è anche Alberto Tommasini, titolare dell’Osteria Gallucci, situata ad inizio della via, da lunedì non più pedonale. «Ho già segnalato al Comune che mi voglio esimere da ogni responsabilità se dovesse succede qualcosa alle persone che sosteranno lungo la via davanti al mio locale e a chi siederà sui miei tavolini esterni. Io pago regolarmente l’occupazione di suolo pubblico per il mio piccolo dehor, nel rispetto del posizionamento a oltre 5 metri dall’incrocio di corso Canalgrande – conclude l’esercente – ma un conto era quando la strada era pedonale e quindi solo qualche residente e i mezzi di soccorso potevano passare, un conto è adesso che è diventata di libero accesso e la probabilità che le automobili, nella svolta in via Gallucci, urtino pedoni e tavolini è più alta». Infine, sulla diatriba residenti ed esercenti di via Gallucci si è espresso anche il comandante della polizia locale Alberto Sola che, oltre ad aver confermato l’impegno del corpo nella gestione di una eventuale “mala movida”, ha rinnovato anche quello di contribuire a trovare accordi tra i residenti delle vie più vive della città e i gestori dei locali, garantendone anche la loro sostenibilità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA