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Droghe, azzardo e tanto alcol: vizi da adulti tra i nostri giovani

Paola Ducci
Droghe, azzardo e tanto alcol: vizi da adulti tra i nostri giovani<br type="_moz" />

Indagine choc dell’Ausl tra gli studenti delle superiori modenesi

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Alcol, fumo, sostanze stupefacenti, violenza e cyberbullismo: sono questi i temi indagati nel progetto “Scelgo io”, un’iniziativa di prevenzione e promozione della salute rivolta agli studenti delle classi prime delle scuole superiori da cui sono emersi, nell’anno scolastico 2024/2025, dati piuttosto allarmanti.

Dal progetto, promosso da Ausl e Ufficio scolastico provinciale, si evince che il comportamento a rischio più diffuso tra i ragazzini è il consumo di alcol, che coinvolge circa il 35% degli studenti, con un’alta incidenza di consumatori saltuari e una presenza abituale più contenuta ma comunque significativa. Il fumo continua ad avere una diffusione stabile intorno al 17%, con una prevalenza maggiore tra le ragazze, sia per il consumo saltuario che abituale. Un dato particolarmente significativo riguarda il gioco d’azzardo, che ha visto un incremento netto negli ultimi anni: da meno del 5% nel 2020-21 si è arrivati a oltre il 20% nel 2024-25, con quasi un ragazzo su quattro che gioca occasionalmente e oltre uno su venti che lo fa abitualmente. Anche il “binge drinking”, cioè il consumo eccessivo di alcol in poco tempo, è in crescita: oggi riguarda più del 15% dei ragazzi ed è spesso associato al contesto del gruppo durante il tempo libero nel fine settimana e alla pressione sociale. «L’analisi dei dati nel tempo mostra una tendenza alla crescita diffusa dei comportamenti a rischio, soprattutto quelli percepiti come “meno gravi” o socialmente accettati - sottolinea Chiara Gabrielli, coordinatrice del settore Dipendenze patologiche di Ausl Modena - questi dati raccontano il modo in cui viene percepito il rischio: alcuni comportamenti, come il consumo di alcol e il gioco d’azzardo, vengono sempre più normalizzati e quindi sottovalutati, in particolare dai più giovani. Quanto emerso - continua Gabrielli - va letto anche nel contesto delle trasformazioni sociali legate alla pandemia, che hanno modificato stili di vita, relazioni e modalità di gestione del disagio emotivo».

L’obiettivo del progetto è stato però anche quello di affrontare in modo attivo e partecipato il tema delle dipendenze e, al contempo, potenziare nei ragazzi la capacità di scegliere in modo consapevole. Elemento centrale è la metodologia della “peer education”: gli studenti delle classi terze e quarte superiori ricevono una formazione specifica da parte di professionisti sanitari (psicologi, terapisti della riabilitazione, educatori, assistenti sociali, infermieri) del servizio Dipendente patologiche dell’Ausl sulla prevenzione riguardo il consumo di fumo, alcol e cannabis e il gioco d’azzardo e successivamente progettano, con il supporto dei formatori, interventi di sensibilizzazione destinati alle classi prime.

Nello scorso anno scolastico il progetto ha consolidato la propria attività: ha aderito il 60% delle scuole superiori provinciale per un totale di 200 classi e più di 5000 studenti coinvolti. Uno degli strumenti qualificanti dell’iniziativa è stato un questionario somministrato dai peer alle classi prime con l’obiettivo non solo di raccogliere dati su comportamenti e abitudini degli studenti ma anche di misurare il loro livello di conoscenza sui temi trattati, esplorando credenze, stereotipi e fake news ancora diffuse.

«L’indagine “Scelgo io” ci racconta che la prevenzione non può essere un’azione emergenziale, ma deve diventare un processo continuo, quotidiano, e radicato nel linguaggio e nei bisogni dei ragazzi, che chiedono di essere ascoltati e non giudicati.-spiega Roberto Paola, psicologo del servizio Dipendenze patologiche e referente del progetto “Scelgo io”. Gli studenti ci riportano che non cercano adulti perfetti, ma adulti che siano presenti. Ci dicono “non ci servono frasi fatte, ci serve qualcuno che ci prenda sul serio”».

Dichiara infine Giuseppe Schena, dirigente dell’Ufficio di Ambito territoriale di Modena: «Il progetto mira a far acquisire ai giovani competenze chiave di cittadinanza che consentano loro di divenire cittadini consapevoli delle responsabilità verso sé stessi, verso gli altri e nei confronti della comunità».l

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