Gazzetta di Modena

Modena

La paura

Entra con il machete in mano e minaccia la barista, che scappa

di Manuel Marinelli

	Gli agenti mostrano il machete dell'uomo
Gli agenti mostrano il machete dell'uomo

Un 31enne tunisino si è presentato alle 7 del mattino al Bar Stella Uno di viale Gramsci in stato di alterazione: all’arrivo della polizia non ha opposto resistenza consegnando il grosso coltello

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MODENA. Ore 7 di mattina, viale Gramsci. Un uomo entra in un bar con un machete in mano. È in stato confusionale, dice cose incomprensibili e minaccia la barista. Nessun ciak, nessuna cinepresa: è successo a Modena per davvero oggi  – giovedì 22 gennaio – al bar Stella Uno.

L’allarme

Scene da film, appunto, vissute da clienti e da una barista terrorizzata da quanto stava accadendo davanti ai propri occhi in quegli istanti. Tutto è successo di prima mattina, erano da poco passate le 7 quando viale Gramsci è stata svegliata dal suono delle sirene della polizia di Stato intervenute per fermare l’uomo, un 31enne di origine tunisina che pochi istanti prima era entrato nel bar con un machete di 40 centimetri tra le mani. Probabilmente era sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, farfugliava ed era molto agitato. In quello stato sarebbe stato capace di tutto, non era in sé. Fortunatamente, la barista ha mantenuto i nervi saldi, prendendo in mano il cellulare e componendo alla svelta il 112. «C’è un ragazzo con un machete in mano nel bar dove lavoro, fate in fretta».

L’intervento

Le volanti della polizia di Stato sono arrivate in viale Gramsci a sirene spiegate, riuscendo poco dopo a fermare il 31enne. Si era calmato, non ha tentato la fuga e ha consegnato ai poliziotti il grosso machete senza opporre resistenza sfilandolo dai vestiti dove lo aveva nascosto. Tutto si è concluso per il meglio: l’uomo è finito in manette, non si sono registrati feriti. Anche la barista è rimasta incolume, pur sotto shock per quanto vissuto in quei secondi che sono sembrati eterni. L’uomo, già noto alle forze dell’ordine, è stato denunciato per minacce aggravate e porto di armi od oggetti atti ad offendere, il machete sequestrato.

I commenti

Qualche ora dopo in viale Gramsci la notizia non si era ancora diffusa, ma all’interno dei bar e dei negozi qualcuno diceva di aver sentito le sirene di prima mattina, pur senza aver capito di cosa si trattasse. «Questo rimane un quartiere difficile, senz’altro – commenta Paola Paltrinieri, titolare dell’Erboristeria del viale – La situazione negli ultimi anni non è migliorata, certo, ma quello che mi preoccupa di più è che il centro o altre zone notoriamente più tranquille sono diventate insicure. Penso al parco Ducale, in zona centralissima. Qualcuno ha il coraggio di passare per di lì la sera? Credo in pochi. Siamo così sicuri, quindi, che viale Gramsci sia così tanto peggio? Io in negozio servo ogni giorno tante famiglie di immigrati che si sono integrati molto bene».