Influenza, picco superato nel Modenese
Primi bilanci dell'azienda ospedaliera universitaria di Modena. Al Pronto Soccorso gli accessi assestati intorno ai 4700. Il virus è comunque in circolazione: «Chi non l’ha fatto si vaccini» Al Pronto Soccorso più ingressi per pazienti con problemi respiratori
MODENA Con un’incidenza che ha toccato i 19 casi per mille abitanti tra il 22 e il 28 dicembre, seguita da una diminuzione fino a 13 unità nella seconda settimana di gennaio, il picco dei casi di influenza in provincia di Modena sembra essere già stato raggiunto e superato.
Nonostante la situazione sia sotto controllo, la pressione sui Pronto Soccorso resta comunque elevata in questo periodo di circolazione dei virus respiratori stagionali: tra il 29 dicembre e il 4 gennaio si sono registrati complessivamente 4840 accessi, rispetto ai 4716 dell’ultima settimana di monitoraggio, dal 12 al 18 gennaio.
«La media giornaliera di accessi si attesta intorno ai 120 solo per il Pronto Soccorso generale, quello internistico: in questo dato non sono compresi i pazienti con problematiche ortopediche. In condizioni normali sono un po’ di meno, circa 110», spiega Giuseppe Pezzuto, direttore del Pronto Soccorso del Policlinico – Aou di Modena.
«Il periodo influenzale non è generalmente quello con il maggior numero di accessi al PS, ma è quello in cui si registrano più ricoveri rispetto al numero di accessi, perché i pazienti presentano spesso problematiche importanti, soprattutto i più fragili, che talvolta necessitano di essere ricoverati in reparti di tipo sub-intensivo». Non è raro, però, che si presentino in ospedale anche cittadini spaventati dalla febbre alta, pur senza essere in insufficienza respiratoria.
Nel caso di pazienti giovani e senza patologie, l’aumento della temperatura corporea «non deve essere il criterio per stabilire se è necessario recarsi al PS, a meno che non perduri per molto tempo o non si associ a una difficoltà respiratoria. Con “difficoltà respiratoria” non si intende un po’ di affanno durante gli accessi di tosse, ma il respirare a fatica. A questo si può aggiungere un’astenia intensa, che può essere dovuta anche a una disidratazione importante».
A causa dell’aumento dei ricoveri, gli ultimi giorni del 2025 e i primissimi del nuovo anno sono risultati impegnativi per l’Ausl, l’Aou e per tutti i reparti coinvolti, ai quali è stata richiesta un’attività intensa. «La popolazione che accede al Pronto Soccorso ha tendenzialmente un’età avanzata ed è esposta, già di per sé, a problemi legati a patologie croniche e a condizioni di insufficienza cardiaca, respiratoria o renale. Tra gli ultrasessantacinquenni c’è una quota rilevante di pazienti con multimorbilità, che può arrivare fino al 40%», sottolinea Fabio Gilioli, direttore del Dipartimento di Medicina interna e Riabilitazione dell’Ausl di Modena.
Nella gestione di alcune condizioni di criticità, il Covid ha lasciato insegnamenti importanti: «Ci ha aiutato soprattutto nei casi acuti di insufficienza respiratoria, anche perché oggi disponiamo di una maggiore dotazione di strumenti, come la ventilazione meccanica non invasiva, che esisteva già prima della pandemia, ma di cui è stata estesa la metodica».
Sebbene l’apice epidemico sia stato raggiunto, l’influenza continuerà a circolare anche nelle prossime settimane. Per questo motivo è ancora consigliata la vaccinazione, che riduce il rischio di sintomi gravi e di complicanze, favorendo una gestione domiciliare della malattia e riducendo la pressione sugli ospedali.
«Anche se può sembrare fuori tempo massimo, si è ancora in tempo per richiederla», sottolinea Stefano Zona, infettivologo del Dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Modena. In provincia sono state somministrate finora oltre 103 mila dosi di vaccino solo agli over 65.
Un ruolo centrale nella gestione delle complicanze è svolto dal reparto di Malattie dell’Apparato respiratorio del Policlinico di Modena, in quanto l’influenza è una patologia a genesi virale che può manifestare una serie di complicazioni, in particolare a livello polmonare. «Quest’anno abbiamo riscontrato, in ambito ambulatoriale e non nei pazienti ricoverati, evidenze di piccoli focolai broncopneumonici successivi a sindromi influenzali, gestibili a domicilio», conclude Enrico Clini, direttore del reparto. «La situazione è sotto controllo, senza eccezioni rispetto agli anni passati».
